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Parla anche modenese la decisione di elevare le Dolomiti a Patrimonio dell’Umanità. Il geologo Mario Panizza, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ha infatti fornito una chiave di lettura morfologica del territorio decisamente innovativa. Primo bilancio della stagione estiva sul nostro Appennino.

E’ anche grazie al lavoro del geologo Mario Panizza, docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che le Dolomiti sono state promosse a Patrimonio mondiale dell’Umanità, decisione presa nell’ultima assemblea dell’Unesco. Dei tre criteri infatti richiesti, estetica, geologia e geomorfologia, la relazione relativa all’ultimo aspetto è stata redatta dal professore del Dipartimento scienze della terra, che parlando di geomorfodiversità ha proposto una chiave di lettura decisamente innovativa del territorio, e ha suscitato l’interesse del Comitato di esperti chiamato a dare un parere. “Le caratteristiche stratigrafiche e tettoniche di queste montagne – ha spiegato Panizza – le condizioni climatiche passate e attuali, ne danno un quadro emblematico ed estremamente specifico a livello mondiale”. L’unicità delle Dolomiti, oltre a elevarle a rango di meraviglia, aprono nuovo fronti di ricerca, a cui soprattutto i giovani – aggiunge il geologo – possono dedicarsi, e non solo per la geologia, ma anche per la naturalistica. Dalle Dolomiti agli Appennini Partenza in sordina per le vacanze estive in Appennino. Assoturismo Confesercenti ha raccolto i dati di una ventina di albergatori e ha confrontato l’avvio della stagione estiva 2009 con lo stesso periodo dell’anno precedente. Il 65% degli imprenditori intervistati segnala una diminuzione delle richieste di soggiorno; solo un 10% è più che soddisfatto con prenotazioni addirittura superiori all’anno precedente. Sempre meno i giorni che si passano in villeggiatura, in media 10 giorni, che tendono progressivamente a ridursi. Restano sostanzialmente invariati i prezzi – almeno per l’indagine di Confesercenti. Molti albergatori hanno preferito non ritoccare i listini e gli aumenti dichiarati sono nell’ordine del 2%. Interessante è l’analisi della provenienza degli ospiti, prevale il turismo interno, ma un 33% arriva da fuori regione. Per affrontare la crisi si punta anche sulla qualità: un albergo su tre ha arricchito la propria offerta di servizi, gli investimenti si concentrano sull’area fitness con la creazione di aree dedicate. Tutti d’accordo su una cosa: che va rafforzata l’identità dell’Appennino modenese, dalla qualità dell’ambiente naturale, all’offerta di itinerari culturali e gastronomici, dalla proposta di spettacoli fino alla possibilità di praticare vari tipi di sport. Paolo Lutti, presidente dell’Area Frignano di Confesercenti, propone l’istituzione di un tavolo per la promozione turistica del territorio aperto alle associazioni di categoria e agli assessori al turismo delle realtà montane.


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