in:

Dalle badanti al lavoro nero in generale. I settori dove vengono accertate le maggiori irregolarità sono anche quelli dove si verificano più infortuni sul lavoro. Nei primi sei mesi dell’anno l’Ispettorato del lavoro di Modena ha potenziato l’attività ispettiva.

Sei datori di lavoro su dieci non sono in regola: è questo il dato più evidente dei controlli eseguiti nel primo semestre dell’anno dalla Direzione provinciale del lavoro di Modena. Le verifiche hanno riguardato soprattutto il comparto dell’edilizia, dell’agricoltura, ma anche i pubblici esercizi, il tessile e i servizi di logistica, settori che, statisticamente, risultano fra quelli con la maggiore incidenza d’infortuni sul lavoro. Nei primi sei mesi dell’anno è aumentato sicuramente il numero dei controlli, il 34% in più rispetto al pari periodo dello scorso anno, ma è cresciuto anche il numero delle aziende trovate con delle irregolarità: 400 su un totale di 689 ditte ispezionate. Significativo l’incremento dei lavoratori in nero, praticamente il doppio rispetto all’anno scorso: gli ispettori della Direzione provinciale del lavoro, coordinati dal direttore Eufranio Massi, hanno scovato 1.256 addetti non in regola, 169 erano completamente sconosciuti alla pubblica amministrazione. Numeri che fanno pensare: al di là dell’analisi, bisognerà collegare questi incrementi in negativo con la pesante crisi economica che stiamo vivendo. Quel che può fare da subito il personale ispettivo del ministero è sospendere l’attività imprenditoriale laddove vengono accertate violazioni di particolare gravità: nei primi sei mesi dell’anno sono stati adottati 54 provvedimenti di sospensione, il 50% in più del 2008. L’attività di controllo ha anche un risvolto fiscale: tra recuperi contributivi e sanzioni comminate, la direzione del lavoro di Modena ha recuperato 4 milioni di euro.


Riproduzione riservata © 2016 TRC