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In Ciro Menotti a Modena sono riemersi i resti di un sobborgo della Modena romana e di una necropoli. Si scava a circa 7 metri di profondità.

Nel corso di alcuni scavi in un edificio privato che si affaccia su viale Ciro Menotti, in città, sono riemersi i resti del suburbio della Modena romana e di una necropoli tardo-antica. L’area, situata a poca distanza dalle fortificazioni di Mutina, è ritenuta dagli esperti ad alta potenzialità archeologica. Nei prossimi giorni, si completerà lo scavo di circa una dozzina di tombe, databili tra il quarto e il sesto secolo dopo Cristo. Erano sopra un consistente deposito di origine alluvionale: proprio un’altra alluvione, quindi, potrebbe aver coperto la necropoli. I lavori di scavo avvengono sotto la direzione scientifica del soprintendente Luigi Malnati e dell’archeologo Donato Labate; sul campo la ditta Ares di Ravenna. Al momento sono state scavate sei tombe, tre con corpi inumasti e tre completamente vuote: probabilmente il committente le aveva fatte realizzare per sé e per i propri familiari quando era ancora in vita, ma poi, forse sempre per un’alluvione che ha coperto l’intera zona, sono rimaste inutilizzate. Dai depositi più profondi, gli scavi hanno restituito resti di murature riferibili probabilmente a strutture residenziali o produttive, frammenti di ceramiche da cucina, stucchi, intonaci, anfore e alcune monete degli imperatori Claudio, Domiziano e Diocleziano, I-III secolo dopo Cristo.


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