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Nuove schermaglie politiche sul caso del deposito di stoccaggiop di Rivara. Il ministro Prestigiacomo parla di ‘elevato interesse’ ma, a livello locale, continua il lavoro dei comitati no gas.

Le urne ancora non si sono chiuse (Mirandola, lo ricordiamo, è una delle città andate al ballottaggio) e sul caso Rivara già si registrano novità. E’ di qualche giorno fa, infatti, la risposta del ministro Stefania Prestigiacomo all’interrogazione presentata a fine maggio da Giuliano Barbolini e Mariangela Bastico. Nel documento, i senatori modenesi del Pd chiedevano di conoscere le intenzioni del Governo in merito al progetto di stoccaggio gas, in particolare a seguito delle affermazioni del sottosegretario Carlo Giovanardi che aveva dichiarato la necessità, per il territorio della bassa modenese, della costruzione del deposito. “Il Governo ravvisa la necessità di aumentare la capacità dei giacimenti italiani – ha risposto l’on. Prestigiacomo – Tutti i progetti di stoccaggio che possano rivelarsi di elevato interesse, incluso quello di Rivara, appaiono meritevoli di attenzione, come localmente dichiarato in forma pubblica dal sottosegretario Giovanardi”. Parole che sembrano confermare la tesi di quest’ultimo. Ma a smentire questa ipotesi ha pensato il Presidente della Commissione ambiente della camera, il leghista Angelo Alessandri, il quale ha chiarito come “la risposta del ministro Prestigiacomo non aggiunge niente di più di quello già detto sullo stoccaggio. Il Governo è favorevole all’incremento dei siti di stoccaggio – ha detto Alessandri – Ma il progetto in questione presenta una complessa situazione geologica che occorre valutare attentamente”. Era stata la Commissione Via a richiedere alla stessa Independent specifiche integrazioni. Richiesta cui la società avrebbe già ottemperato, dal momento che ha annunciato, per fine giugno, la presentazione del nuovo progetto. “Era quello che temevamo – ha detto il presidente del Comitato no gas Michele Goldoni – ma non siamo impreparati. Entro mercoledì andremo a Roma con l’obiettivo di chiarire i rapporti tra Ingv ed Igm e dimostrare così come l’istituto nazionale non può essere considerato ente superpartes”.


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