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Si svolta questa mattina, nella caserma di viale Tassoni, a Modena, la festa per il 195esimo anniversario dell’arma. E come di consueto, durante le celebrazioni, sono stati premiati i carabinieri che si sono distinti nel lavoro. I riconoscimenti sono stati consegnati da modenesi vittime di reati e i cui responsabili sono stati assicurati alla giustizia.

Nel suo discorso, alla presenza delle autorità, il comandante provinciale dei carabinieri ha lanciato un appello a lavorare tutti insieme per la sicurezza. “Perché le polemiche – ha sottolineato il colonnello Salvatore Iannizzotto – fanno il gioco dei malavitosi”. Lavorare insieme, quindi, per il bene di tutti, per approntare le leggi più efficaci e perché così si ottengono i risultati migliori. Nel 2008, infatti, i reati contro il patrimonio nella provincia modenese sono calati del 6,5%, anche se aumentano l’uso di droghe e le denunce per violenze o molestie sessuali. In aumento anche gli arresti, però, passati a 668, e soprattutto le denunce, con un + 34%, 3.400 in tutto. Questi i dati illustrati dal comandante provinciale dei carabinieri, nel suo discorso in occasione delle celebrazioni della 195esima festa dell’arma, risultati che lo rendono soddisfatto del lavoro dei suoi uomini. E come di consueto, durante le celebrazioni, sono stati premiati i carabinieri che si sono distinti nel lavoro. Ma questa volta i riconoscimenti non sono stati consegnati dalle autorità, ma da modenesi che hanno subito reati e i cui responsabili sono stati assicurati alla giustizia. Cecilia Margarito, rapinata mentre saliva su un’auto da due immigrati marocchini, arrestati dai carabinieri dopo che avevano aggredito anche un’altra donna. Ma anche Francesco Petri, direttore della banca di via Caduti sul Lavoro assaltata da malviventi, bloccati ancora all’interno, durante il colpo, dai militari. Poi Deanna Maletti, rapinata davanti a casa dalla banda delle ville, la stessa che aveva aggredito in casa, ad Albareto, la famiglia Borri. Anche Giancarlo Borri e la moglie Claudia Silvestri, come gli altri, hanno accettato volentieri di premiare militari meritori, appartenenti a quelle forze dell’ordine che hanno spedito in carcere chi li aveva aggrediti e spaventati. Una collaborazione fra arma e cittadini, una vicinanza, sottolineata proprio dai modenesi.


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