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Stato di agitazione per gli agenti in servizio negli uffici immigrazione di questura e commissariati. La sperimentazione sui permessi di soggiorno mette a rischio – dicono i sindacati – i diritti dei poliziotti e dei cittadini. Annunciate iniziative di protesta se il ministro non manda rinforzi.

Sindacati di polizia, dal Siulp al Silp-Cgil, dal Sap al Consap, sul piede di guerra per l’inserimento di Modena nella sperimentazione relativa ai permessi di soggiorno in 45 giorni. Pur esprimendo plauso, in generale, per l’iniziativa che ha l’obiettivo di consentire agli stranieri di avere i documenti in tempi rapidi, sottolineano che non si può pensare di aumentare i carichi di lavoro senza aumentare il personale che se ne occupa. Gli uffici immigrazione di questura e commissariati dovranno, almeno per i prossimi tre mesi, smaltire l’arretrato e contemporaneamente attuare il nuovo e sperimentale sistema. E dovranno farlo con lo stesso numero di uomini, perché il ministero non ha mandato rinforzi per il progetto. Il rischio, quindi, dicono i sindacati che hanno dichiarato per i lavoratori interessati lo stato di agitazione, è che si riformino interminabili code o che si riducano i servizi per i cittadini, a partire dalle volanti. Salvo decidere che i poliziotti coinvolti lavorino il doppio delle ore previste per tre mesi. Il tutto in concomitanza con tornate elettorali, ferie estive, e ogni altro inconveniente. I sindacati di polizia non ci stanno, ricordano come Modena gestisca i documenti di 80mila stranieri con solo 32 persone designate, mentre ad esempio a Bologna ci sono 77 operatori per un numero uguale di immigrati. Se da Roma non arriveranno risposte, dicono i rappresentanti degli agenti che puntano il dito contro il ministero dell’Interno, già per i prossimi giorni verrà organizzata una protesta davanti alla questura.


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