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Il collasso del sistema giudiziario e le disattenzioni del governo. Per il 28 maggio i sindacati hanno proclamato la Giornata della Giustizia e denunciano: a Modena la situazione degli uffici giudiziari è tragica.

Avete presente quei registri cartacei un metro per 40 centimetri, voluminosi, scomodi e di difficile compilazione, che fanno pensare ai secoli passati, quando ancora non c’erano i computer? In Tribunale a Modena li usano ancora, eh sì, perchè la tanto auspicata informatizzazione degli Uffici è ancora lontana dall’essere completata e lo sarà ancora di più dopo i tagli del ministro Brunetta. Un esempio tra i tanti, quello portato da Marco Bonaccini e Giada Catanoso della Funzione Pubblica Cgil di Modena. I due sindacalisti parlano di ‘collasso del sistema giudiziario e ricordano che il 28 maggio è stata proclamata la Giornata della giustizia per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla grave situazione in cui versano gli uffici giudiziari italiani e modenesi in particolare. Bonaccini e Catanoso continuano con gli esempi: il Tribunale di Sassuolo avrebbe in organico sei dipendenti, ma non c’è personale fisso e il servizio viene assicurato da lavoratori presi a prestito da altri uffici. Carenza di organico anche per il Giudice di pace di Mirandola: un solo addetto contro i 4 previsti. Per non parlare dell’Ufficio del Giudice di pace di Modena, con un arretrato ormai atavico, aggravato anche dalle nuove incombenze in materia di clandestinità. La situazione più tragica – denuncia la Cgil – è quella del Tribunale di Modena: nel 2008 la cancelleria civile gestiva 20mila procedimenti, quella penale 2.800; il Gip almeno 15mila all’anno. E i tagli agli organici previsti dal Ministro Brunetta faranno sì che, presto, a Modena, mancherà il 40% del personale, mettono in guardia i sindacalisti. Cgil Funzione Pubblica ha chiesto da tempo un incontro col ministro Alfano, senza alcun riscontro: “Evidentemente – concludono Bonaccini e Catanoso – si preferisce l’emanazione di leggi che puntano a dare incolumità a pochi, piuttosto che affrontare i seri problemi della giustizia”.


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