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Prima in Italia, l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia si presenterà, nell’anno accademico 2009/2010, con una proposta formativa semplificata. Una sforbiciata al superfluo che anticipa la riforma del ministro Gelmini.

All’appello mancano 10 corsi di laurea, i più lontani dalle esigenze di mercato. Qualcuno la chiama “cura dimagrante”. Ma lo snellimento dell’offerta dei corsi, da 89 a 79, può essere letta nell’ottica di un miglioramento della qualità intrinseca del titolo che lo studente conseguirà al termine degli studi. Il risultato del lavoro che ha visto impegnate per mesi le facoltà ed il Senato Accademico dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, è un’offerta formativa nel complesso quantitativamente più sobria, ma qualitativamente più pregnante perchè integra a livello di singolo corso di laurea competenze complementari, prima distribuite su differenti corsi di laurea, che ne arricchiscono i contenuti formativi. Accorpando i corsi di laurea, insomma, l’offerta formativa non muterà nel tempo, in quanto nessuno dei corsi proposti è ora a rischio di tagli da parte del Ministero. Le vere e proprie novità sono sostanzialmente 2: la laurea triennale in terapia occupazionale istituita dalla facoltà di medicina e chirurgia e la laurea magistrale interfacoltà in economia e diritto per le imprese e le pubbliche amministrazioni. Altra grossa novità della nuova offerta formativa è rappresentata dall’estensione e generalizzazione dei cosiddetti test d’ingresso o d’orientamento.


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