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Hanno scoperto l’acqua calda. Titolo provocatorio per la serata che, a San Martino Spino, è stata dedicata al futuro dell’energia tradizionale ed alternativa.

La presenza di acqua calda nel sottosuolo padano è una conoscenza datata da vari decenni, da quando cioè, inavvertitamente, l’Agip, cercando idrocarburi, perforò il serbatoio di Casaglia, trovando acqua calda a 100 gradi, ad una profondità di circa 1500 metri sotto terra. Già negli anni ’80 erano stati condotti studi sull’argomento degli acquiferi a temperature elevate. Studi che oggi il servizio geologico della Regione ha deciso di approfondire. Il continuo aumento dei prezzi dei combustibili tradizionali (petrolio e gas), infatti, rende questa fonte di energia pulita e rinnovabile, anche molto conveniente. L’energia geotermica, insomma, offre vantaggi caratteristici ed unici: rende indipendenti dal prezzo dei combustibili; è ecologica dal punto di vista dell’inquinamento, poiché non ci sono installazioni visibili all’esterno; non necessita di manutenzione e fornisce riscaldamento, acqua calda sanitaria e raffreddamento 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. Una delle zone più ricche di acqua calda, che potrebbe essere utilizzata per il riscaldamento, è il sottosuolo dell’area nord, come confermato da recenti indagini. Un’opportunità troppo ghiotta per le amministrazioni locali che puntano, compatte, a candidare la zona di Rivara a sito sperimentale per la geotermia, rendendo di fatto superato ed incompatibile il progetto di deposito del gas.


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