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Le scoperte dei ricercatori del centro di medicina rigenerativa di Modena sulla cosiddetta "sindrome dei bambini farfalla" potranno trarre impulso al loro sviluppo grazie ad una cospicua donazione della Fondazione Just Italia.

Fragili come le ali di una farfalla. Così si presentano la pelle e le mucose dei bambini che, alla nascita, risultano affetti da epidermolisi bollosa, una malattia genetica che in Italia interessa circa 850 persone. Un grande aiuto per questi piccoli pazienti e per le loro famiglie viene da Debra, l’associazione onlus che si occupa dei malati. La speranza, invece, arriva da Modena, ed ha un nome e cognome precisi: Michele De Luca, il ricercatore che nel 2005 ha eseguito con successo la prima terapia genica al mondo su un bambino farfalla. Attraverso Debra è stata devoluta proprio al Centro di medicina rigenerativa dell’università degli studi di Modena e Reggio Emilia la somma, di 200mila euro, messa a disposizione dalla Fondazione Just Italia, nata per volontà dell’omonima azienda di cosmetici naturali, per condividere l’impegno e la responsabilità sociale d’impresa. Il versamento è stato effettuato oggi presso il Centro "Stefano Ferrari", il più importante centro europeo nel campo della medicina rigenerativa, che utilizzerà la donazione per investimenti in preziose risorse umane ed in moderne attrezzature. Open dayLa struttura complessa di chirurgia plastica e ricostruttiva del Policlinico di Modena aderisce all’open day promosso per domani dalla società italiana di chirurgia plastica e dal ministero della salute. Domani, dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18 il reparto, diretto dal prof. De Santis, sarà aperto per tutti coloro che desiderano ricevere informazioni complete ed esaurienti: quando è opportuno intervenire e quali sono i limiti da non superare. Il policlinico esegue 400 operazioni di chirurgia plastica all’anno, la maggior parte riguarda interventi di ricostruzione al seno.


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