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Nell’anno del centenario del Giro d’Italia, un gruppo di metalmeccanici della Fiom sta attraversando il paese con una carovana di biciclette per dare voce e dignità al lavoro.

Per il lavoro, per i diritti, per i migranti. E’ un giro d’Italia alternativo quello che stanno compiendo alcuni metalmeccanici della Fiom. Sono precari o in cassa integrazione e nella loro discesa verso Roma (Sono partiti da Padova domenica) incontrano i lavoratori e le lavoratrici delle altre fabbriche in crisi. Una marcia lenta, fatta di sudore e fatica, per dare voce e dignità al lavoro.Che sia un anno difficile è chiaro, che la crisi non sia affatto finita è altrettanto evidente. Per questo bisogna rimanere uniti, da nord a sud. Ma la battaglia sindacale itinerante serve anche a questo: a riprendersi un periodo dell’anno importante, tra la festa di Liberazione, quella del lavoro, l’anniversario dello statuto dei lavoratori, per arrivare alla Festa della Repubblica.


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