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La votazione finale ci sarà domani, ma oggi, grazie alla fiducia posta dal Governo, è passato alla Camera il pacchetto sicurezza. Approvati a maggioranza i tre maxi emendamenti. E i sindacati di polizia lanciano l’allarme.

Proprio non piacciano ai sindacati di polizia, quindi ai rappresentanti degli addetti ai lavori in questo caso, i maxi emendamenti sulla sicurezza approvati oggi alla Camera e su cui il Governo aveva posto la fiducia. Il voto definitivo del Ddl ci sarà solo domani, ma le reazioni sono già cominciate. Tre i punti chiave del pacchetto: immigrazione, ronde e antimafia. L’ultimo tema è stato quello meno discusso, soprattutto visto che lasciava intatti i poteri della Direzione nazionale antimafia. Diverso il discorso per le ronde: “Ancora una volta – ha tuonato Bruno Fontana, segretario provinciale Siulp – non si è voluto risolvere il problema sicurezza. Non sono state previste risorse e non si è parlato di riorganizzazione delle forze dell’ordine, ora troppo frammentate fra i vari corpi. Anzi – ha aggiunto – continuano ad aumentare le forze di polizia, dopo militari e istituti di vigilanza ora anche i privati cittadini, con il rischio che passi la giustizia fai da te. Senza contare che le ronde aumenteranno il lavoro dei professionisti, che si ritroveranno, come già accaduto, ad intervenire per garantire l’incolumità di chi improvvisa questi controlli”. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Roberto Di Biase, segretario provinciale Silp-Cgil: “Inutile dire che il Governo non ha voluto ascoltare chi lavora nella sicurezza, quindi i rappresentati di polizia, carabinieri, finanza. E questo perché non c’è un progetto sicurezza, ma solo spot e tagli”. Sulle norme relative all’immigrazione, come l’allungamento fino a 6 mesi del trattenimento dei clandestini presso i Centri di identificazione ed espulsione, aggiunge: “E quando i Cie saranno pieni i nuovi clandestini che verranno fermati non si saprà dove portarli. Il problema sono i rapporti con i paesi d’origine non i tempi, e comunque immigrazione non è uguale a criminalità, quindi l’immigrazione non va affrontata con la polizia ma con politiche sociali”. Previsto nel pacchetto, infatti, anche il reato di clandestinità.


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