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La situazione nel carcere a Modena è insostenibile e disumana: il sindacato Sappe lancia l’allarme, così non si può andare avanti. E ha inviato per una visita e per toccare con mano la situazione il presidente della commissione giustizia del Senato. A cui ha fatto una proposta: chiudiamo la sezione femminile. Per Berselli il carcere è fatto solo per gli italiani.

Se gli immigrati potessero scontare le pene a casa loro non esisterebbe il problema del sovraffollamento nelle carceri italiane. E ancora: anche i detenuti in attesa di giudizio non dovrebbero stare in cella, solo chi ha una condanna definitiva deve essere rinchiuso dietro le sbarre. Ma questi ultimi devono scontare fino all’ultimo giorno. E’ stata sostanzialmente questa la risposta di Filippo Berselli, presidente della commissione giustizia del Senato, oggi in visita al carcere Sant’Anna su richiesta del sindacato della polizia penitenziaria Sappe. Berselli ha ammesso che la situazione modenese è intollerabile e che “porterà a Roma la nota scritta dal Sappe”. E’ andata oltre l’onorevole Isabella Bertolini, che ha assicurato il massimo impegno per fare arrivare agenti in più, ma ha anche annunciato che chiederà ad enti locali e fondazioni di farsi carico del problema finanziando alcuni progetti. Già, perché se c’è un agente in turno ogni 80 detenuti, ogni 100 di notte, il direttore Paolo Madonna ha sottolineato che anche i mezzi di trasporto ormai sono troppo vecchi, tanto da non garantire la sicurezza di chi li usa. Quindi, se mancano agenti della polizia di stato e si possono assumere vigili urbani, il comune può anche comprare qualche furgone per il carcere. Purtroppo nemmeno questo risolverebbe l’attuale emergenza: il magistrato di sorveglianza ha sottolineato come l’Europa condanni continuamente l’Italia per il trattamento dei detenuti, considerato a livello di tortura, del resto al Sant’Anna ci sono persone che nelle celle dormono su materassi stesi a terra. E il provveditore regionale dell’Emilia Romagna Nello Cesari ha sottolineato la drammatica mancanza di risorse, tale da fargli dire: “ci arrangiamo, e fino ad ora l’eroismo dei pochi ha sopperito alla carenza di fondi”. Cesari, oltre al direttore Madonna, ha già inviato a Roma 42 richieste, segnalando la carenza di personale, ma fino ad ora non sono arrivate nuove unità.


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