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Con l’uscita del terzo volume dell’atlante dei beni archeologici della provincia di Modena si completa il censimento dei siti archeologici dell’intero territorio modenese che sono tanti e di particolare pregio.

I più antichi rinvenimenti archeologici in territorio modenese sono databili tra 200 mila e 150 mila anni fa e quindi precedenti l’affermazione dell’Homo Sapiens. Provengono dalle alture intorno Castelvetro e Spilamberto. Fa un certo effetto anche se l’archeologia non rientra tra le nostre passioni. Il terzo e ultimo volume dell’Atlante dei siti di pregio, realizzato dalla Provincia di Modena insieme al museo civico archeologico e alla soprintendenza, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, approfondisce la storia più antica del territorio dove viviamo. Di particolare valore preistorico anche i reperti rinvenuti a Fiorano: fondamentali, dicono gli esperti, per comprendere lo sviluppo del Neolitico: in questa area si concentrano alcune delle principali terramare dell’età del bronzo.


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