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Influenza suina: mentre l’Unione Europea chiede una riunione straordinaria dei ministri della sanità, la Regione Emilia Romagna ha già attivato tutte le procedure per evitare eventuali rischi. Dal servizio sanitario dell’Ausl di Modena però si conferma: i consumatori possono stare tranquilli.

I nostri maiali sono sicuri e siccome non importiamo suini dal Messico, non c’è alcuna ragione di eliminare la carne di maiale dalla nostra alimentazione. A confermarlo è il dottor Nannetti, responsabile del servizio veterinario dell’azienda sanitaria di Modena. In Italia e quindi anche nel modenese, considerando l’entità e la consistenza numerica dei nostri allevamenti, non importiamo suini vivi, ma eventualmente solo carne da lavorare. E in ogni caso, in questa fase dell’epidemia, il contagio non avviene più dai maiali, ma da altri uomini malati. Mangiare carne di maiale quindi non è pericoloso, come non lo è utilizzare prodotti realizzati con suini. Nel modenese, dunque, non ci sono controlli specifici sugli allevamenti, semplicemente perchè non c’è alcun rischio. A proseguire sono invece i controlli di routine: verifiche rigorose, con certificati e garanzie sanitarie ben precise tanto che, come accaduto di recente per la cosiddetta carne alla diossina, in caso di minima avvisaglia, scatterebbero protezioni tali da isolare immediatamente la zona della possibile trasmissione. Evitare viaggi in MessicoNessun pericolo per i modenesi che mangiano carne suina cotta, ma anche un “caldo” invito a non prendere sotto gamba questo virus influenzale, che oggi è atterrato in Europa, per la precisione in Spagna. La sollecitazione arriva dal Sindaco di Modena, Giorgio Pighi, che da ieri è in contatto con i responsabili regionali che hanno già attivato tutte le procedure sanitarie di allerta. Obiettivo: impedire che la febbre suina arrivi in Emilia Romagna e, nel caso, essere pronti a riconoscerla e combatterla, magari individuando farmaci mirati, anche se quelli messi a punto per l’aviaria pare siano abbastanza efficaci. Dal momento che la trasmissione del virus, come per una normale influenza, avviene da uomo a uomo, il pericolo maggiore deriva dall’arrivo dal Messico, come nel caso del giovane spagnolo, di una persona ammalata, da qui la richiesta di potenziare i controlli in entrata e l’invito della Farnesina ad evitare viaggi nei Paesi dove la febbre suina sta colpendo con maggior virulenza. Dalla Regione fanno sapere che il Servizio Sanitario emiliano-romagnolo è comunque allertato e pronto ad adottare gli interventi necessari con percorsi per la diagnosi dell’infezione. Il presidente della Provincia Emilio Sabattini, invece, si dice preoccupato per il rischio psicosi. Non c’è, infatti, alcun allarme sul consumo di carni suine e insaccati, ma, si sa, la paura se dilagasse tra i consumatori, potrebbe danneggiare uno dei comparti più importanti del modenese, quello della lavorazione delle carni. “La produzione italiana di suini è sottoposta a controlli sistematici e rigorosi” ha affermato Alberto Dallari Bondanini, presidente di Confagricoltura Modena. Infine sul tema interviene anche l’Associazione Nazionale Allevatori Suini che mette in guardia la filiera suinicola affinché venga evitato lo sfruttamento a fini commerciali dell’allarme causato dall’influenza suina.Lotta alla ChikungunyaCasi di Chikungunya, nel modenese, non ne sono stati segnalati, ma la lotta al proliferare alla zanzara tigre, ormai, nella nostra regione, punta a prevenire un rischio sanitario anche se al momento solo potenziale, piuttosto che tentare di evitare semplici disagi dovuti ai ponfi delle punture. E’ per questo che, dal primo di aprile, è partita una nuova campagna di interventi per evitare il diffondersi di questo insetto. Il Comune di Modena, attraverso Hera, ha previsto specifici cicli di trattamenti larvicidi nelle caditoie urbane, nelle scuole e nei cimiteri. Anche il cittadino però deve attivarsi affinchè non vi siano zone di possibile ristagno dell’acqua nei propri giardini, negli orti, sui balconi. Particolari attenzioni devono essere usate per i sottovasi delle piante che si trovano sulle tombe esterne nei cimiteri. Inoltre nei tombini, nelle griglie di scarico e nei pozzetti di raccolta delle acque piovane vanno usati con regolarità prodotti larvicidi che possono essere acquistati nelle farmacie e nei supermercati: Coop Estense e Conad hanno deciso, come l’anno scorso, di mantenere prezzi calmierati. Sanzioni sono previste per chi non ottempera….


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