in:

L’allarme, stavolta, arriva dal Messico. Dopo l’aviaria, stavolta a preoccupare è la febbre suina. Anche in questo caso si tratta di virus influenzali animali che si trasmettono agli uomini. Per il momento, però, in Europa non c’è stato nessun caso di contagio e gli allevatori italiani garantiscono che non importano suini dalle zone a rischio.

In Messico, il Governo ha cancellato tutte le manifestazioni pubbliche, chiuso scuole, teatri, cinema e stadi. Il virus h1n1, ribattezzato febbre suina, avrebbe già causato 68 decessi e contagiato mille persone, prima di estendere il suo raggio d’azione anche nel sud degli Stati Uniti. Un po’ quello che accadde qualche anno fa con l’aviaria nel sud-est asiatico, con una forma influenzale degli animali che inizia a trasmettersi agli uomini. E, proprio come allora, l’allerta diventa mondiale per scongiurare il rischio di una pandemia. In Europa, ad oggi, non ci sono casi di contagio e il Ministero del welfare già da ieri ha attivato la rete di controllo. Ma nel modenese, terra di allevamenti e di grande consumo di carne di maiale, preoccuparsi è quasi inevitabile. Coldiretti e Cia, le principali organizzazioni degli agricoltori, però, assicurano che l’Italia non ha importato suini o carne di suino dal Messico. Anche perché non sarebbe conveniente da un punto di vista economico. Da qui, l’appello di Cia e Coldiretti, ad evitare inutili allarmismi. Contestualmente le associazioni invitano il Governo ad adottare subito le misure già sperimentate con successo per l’aviaria: obbligo di indicare sulle etichette la provenienza della carne di maiale e maggiori controlli sanitari, soprattutto alle frontiere. A confortare i consumatori ci pensa anche l’organizzazione mondiale della sanità secondo cui mangiare carne di maiale cotta ad oltre 70 gradi non comporta rischi di contrarre la febbre suina. Nel modenese vengono allevati tra i 350 e i 400mila suini, molti di più gli animali macellati e trasformati, con un dato nazionale che arriva a sfiorare i 14 milioni. “Allevamenti – scrive stamattina in un comunicato la Cia di Modena – supercontrollati e dove il rispetto delle regole sanitarie è scrupoloso”. Nessun rischio, dunque, per gli amanti di braciole e salsicce, meglio invece evitare i viaggi in Messico, come suggerisce stamattina la Farnesina.


Riproduzione riservata © 2016 TRC