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Provvedimenti contro la maleducazione e norme di buona educazione: sul modello inglese, a Vignola è allo studio un regolamento riguardante le ordinanze del sindaco contro i comportamenti antisociali.

Nell’ultimo decennio la percezione di insicurezza è cresciuta, sia nella dimensione globale che nella dimensione locale. E’ in questo secondo caso che è andato formandosi un nuovo protagonismo degli attori territoriali, sindaci in primis, in uno spazio d’azione che era tradizionalmente appannaggio dello Stato. E così, come previsto dal decreto sicurezza, parte da Vignola un’esperienza pilota a livello nazionale, ovvero la sistematizzazione delle ordinanze del sindaco all’interno di un regolamento che ne determini regole, percorsi, finalità e confini. Sull’input proveniente dalla Gran Bretagna, dove le ordinanze contro i comportamenti anti-sociali sono state introdotte 10 anni fa, il primo cittadino Roberto Adani ha deciso di sviluppare questo strumento, andando a redigere uno studio, in collaborazione con l’Università di Bologna, con l’intento di portare il modello inglese nel sistema italiano e rendendolo applicabile, nello specifico, sul territorio vignolese. In sostanza si tratta di elaborare un regolamento generale che definirà il quadro entro cui il sindaco si muoverà per costruire un’ordinanza specifica per ogni singolo caso, tenendo quindi conto del luogo, delle conseguenze reali degli atti, delle vittime degli stessi, ecc. Ed anche le sanzioni amministrative od i provvedimenti delle ordinanze potranno essere sostituiti da accordi di riparazione o di buon comportamento. Un esempio su tutti: nel caso alcuni frequentatori di un parco pubblico segnalino alle autorità azioni di disturbo o danneggiamenti da parte di un gruppo di bulli, viene confezionata un’ordinanza ad hoc che prevede, oltre alle sanzioni e la richiesta eventuale di risarcimento danni, il divieto ai ragazzi di frequentare il parco. Ma le sanzioni potrebbero anche essere sostituite da una sorta di contratto con i responsabili degli atti, che li obblighi a riparare o ridipingere gli oggetti danneggiati. Con l’obiettivo di prevenire, prima ancora di reprimere.


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