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Una squadra della protezione civile modenese sta operando nelle zone terremotate, dove ha allestito un campo con sessanta tende. Altri volontari partiranno nelle prossime ore. Università e Pd mobilitati.

Nelle zone d’Abruzzo colpite dal sisma anche oggi si continua a scavare e il bilancio delle vittime diventa sempre più drammatico. Ma in questo momento è prioritario anche pensare ai sopravvissuti, che hanno passato la seconda notte fuori dalle loro case. La prima squadra della protezione civile modenese sta operando a Villa Sant’Angelo, dove ha allestito un campo con 60 tende. I volontari stanno aiutando le persone, e si occupano di tutto, compreso aggiustare il compattatore comunale per i rifiuti. Ma quello che più serve agli sfollati ora, dicono, è la solidarietà. Questa la testimonianza di Giuseppe Veronesi, caposquadra della protezione civile provinciale: “Ora qui c’è bisogno di tutto, ma chi è sotto le tende, chi ha perso famigliari e amici, avverte soprattutto la necessità di sentire la vicinanza dell’intero paese. Hanno paura di essere abbandonati e non lo meritano, sono persone splendide. La nostra soddisfazione questa mattina è stata di riuscire a convincere una famiglia a fare colazione al coperto: chi ha visto crollare un intero paese è ancora terrorizzato, anche perché le scosse continuano”. Coordinamento. E’ la parola d’ordine che si sono dati gli enti e le istituzioni modenesi impegnati nell’organizzazione degli aiuti per le popolazioni terremotate dell’Abruzzo. Si guarda all’oggi, ma già si pensa alla fase successiva, quando cessata la prima emergenza, bisognerà valutare i danni e ricostruire. In vista di questo momento Alberto Caldana, assessore provinciale alla Protezione civile, ha invitato i sindaci dei comuni modenesi, riuniti questa mattina in Provincia con i rappresentanti del volontariato, a stilare una lista del personale tecnico disponibile a operare sul posto. Prosegue l’arruolamento dei volontari, solo persone preparate, capaci di muoversi in situazioni di questo tipo. Ai cinque inviati nell’immediato nella frazione di Villa S.Angelo si è aggiunto ieri sera un nuovo gruppo. Altri 20 volontari partiranno venerdì dal centro di Marzaglia per dare il cambio ai colleghi. Intanto va avanti la gara di solidarietà con la raccolta delle donazioni sul conto corrente aperto da Comune di Modena e Provincia. Anche il nostro Ateneo si mobilita in favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. Il rettore Aldo Tomasi ha offerto al rettore dell’Università de L’Aquila di ospitare, a spese del nostro ateneo, presso il Convitto San Filippo Neri, una ventina di studenti che potranno avvalersi della possibilità di completare qui le lezioni previste per il proprio ciclo di studi. Saranno anche esonerati dal pagamento della seconda rata delle tasse universitarie ed avranno garantita la gratuità dell’iscrizione per il prossimo anno accademico. A livello nazionale, inoltre, la Conferenza dei rettori ha lanciato una sottoscrizione in favore dell’ateneo aquilano che si chiama “Università Emergenza Terremoto”. Conto corrente: IBAN IT 80 V 03226 03203 0005000074995. Sull’esempio delle segreterie nazionali, anche Cgil, Cisl e Uil di Modena hanno deciso di assumere un’iniziativa congiunta di aiuto alle popolazioni terremotate chiedendo ai lavoratori di donare un’ora di lavoro. Anche Legacoop ha aperto un conto corrente sul quale far confluire gli aiuti in denaro da destinare alla ricostruzione. Anche il presidente della Conferenza delle Regioni, nonché presidente dell’Emilia Romagna, Vasco Errani, si è oggi recato in Abruzzo, a Villa Sant’Angelo, nel campo allestito dalla protezione civile emiliano romagnola, per portare alla popolazione la solidarietà di tutte le regioni italiane. L’importanza della ricerca tecnico-scientifica “A Modena un terremoto come quello dell’Aquila non avrebbe provocato danni così pesanti. Il patrimonio edilizio modenese è formato, per la maggior parte, da strutture in muratura piena e in cemento armato”. Ingegnere coi piedi ben saldi per terra, il prof. Marcello Tarantino, ordinario di Scienza delle costruzioni al Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Civile dell’Università di Modena e Reggio è un esperto in progettazione antisismica e conosce bene l’importanza della prevenzione, che in questo caso significa costruire in modo sicuro e affidabile. L’Italia è un paese ad elevato rischio sismico, è quindi necessario sviluppare ricerche specifiche, per capire, ad esempio, quanto un edificio possa essere sensibile a scosse e movimenti tellurici. Ci sta provando il Dipartimento di ingegneria civile della nostra Università, una facoltà giovane, con appena due anni di vita, ma con grandi ambizioni in un territorio dove l’industria delle costruzioni è una parte rilevante dell’economia locale. Poche settimane fa il Dimec ha presentato alle associazioni imprenditoriali modenesi il ‘Progetto Tavola Vibrante’ per simulare, con notevole precisione, l’azione sismica su qualsiasi tipo di strutture: ponti, viadotti, dighe, edifici, muri di sostegno. Rispetto alle tavole già esistenti, il progetto modenese avrebbe una capacità maggiore (fino alle 300 tonnellate) e sarebbe in grado di riprodurre tutti i possibili movimenti di un terremoto e gli effetti del sisma sull’instabilità del suolo. Costo previsto, sui 3 milioni e mezzo ma si tratterebbe, precisa il prof. Tarantino, di un vero e proprio servizio di pubblica utilità, rivolto agli imprenditori del settore ma anche alle pubbliche amministrazioni. In partenza volontari e attrezzature del PdEd è pronto a partire il camion organizzato dal Partito democratico di Modena con gli aiuti per le famiglie colpite dal terremoto in Abruzzo. Si attende solo il via libera della Protezione Civile, poi partiranno due tensostrutture in grado di ospitare fino a 500 persone, tavoli, sedie e coperte, una squadra di volontari e altro materiale utile ai soccorsi. Il Pd invita i modenesi a devolvere denaro sui conti corrente attivati dalla Provincia di Modena e dalla Charitas. Chi volesse prestare tempo e lavoro come volontario può contattare il numero 848.88.88.00.


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