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“La legge è incostituzionale, ma se non sarà modificata alla Camera, siamo pronti al referendum”. A dirlo, Maria Laura Cattinari dell’associazione Libera uscita, dopo il via libera di ieri del Senato al testamento biologico.

“Sarà come nel ’74 per il divorzio, una grande battaglia di laici e liberali contro l’involuzione oscurantista dell’Italia, condizionata dalle gerarchie ecclesiastiche”. Il giorno dopo l’approvazione in Senato del disegno di legge Calabrò sul testamento biologico, Maria Laura Cattinari dell’associazione Libera uscita pensa già al referendum per abrogare un testo che i sostenitori dell’autodeterminazione delle persone sul fine vita reputano una presa in giro. “Una legge incostituzionale – ci spiega Maria Laura Cattinari – che viola gli articoli 2 e 32 sul rispetto della persona e la non obbligatorietà delle cure”. Invece, il testo approvato in Senato rende le dichiarazioni di fine vita non vincolanti per i medici e non considera cure l’idratazione e la nutrizione forzata. In pratica, saranno i medici a decidere se e come tenere in vita un paziente, anche nel caso questi abbia espresso precedentemente la volontà di non essere sottoposto a terapie mediche. Esattamente l’opposto di ciò che auspicavano gli associati a Libera uscita di Modena che, primi in Italia, avevano utilizzato la nomina per decreto giudiziario dell’amministratore di sostegno, come modo per far valere le proprie volontà terapeutiche nel caso di perdita della coscienza. 11 i decreti firmati ad oggi dal giudice Stanzani, una procedura che ha valicato i confini modenesi ed è già stata utilizzata anche a Treviso e Firenze. “L’iter che seguiamo – ci spiega la Cattinari – è assolutamente costituzionale, ma il disegno di legge riduce i margini di azione dell’amministratore di sostegno”. Inevitabile, dunque, per l’associazione Libera uscita il ricorso al referendum se la Camera non modificherà il testo approvato in Senato, anche sfidando il rischio astensione. Rita Sanlorenzo, segretario nazionale di Magistratura Democratica, corrente riunita in congresso a Modena fino a domenica, boccia in modo netto la legge sul testamento biologico passata ieri al Senato. “Questa legge viola i diritti fondamentali della persona e soprattutto il diritto all’autodeterminazione e alle scelte personali  per il proprio corpo” ha commentato la Sanlorenzo a margine del congresso.  Con questa legge si va contro l’articolo 32 della Costituzione, secondo cui nessuno può essere sottoposto a trattamento sanitario contro la propria volontà, commenta Marco Bondi, responsabile del Forum Sanità del Pd di Modena.  


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