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Davanti ad una platea gremita di imprenditori ed autorità, oggi nel tardo pomeriggio, alla Camera di commercio, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha tenuto il primo incontro della sua due-giorni modenese. L’occasione per dare un’iniezione di fiducia alle nostre aziende e per invitare, ancora una volta, all’unità e alla coesione sociale.

Un Napolitano attento alle esigenze del paese reale: è quello che abbiamo visto, questa sera, a Modena, nella sua prima uscita ufficiale nella nostra città. E’ arrivato puntuale, poco dopo le 18.00, alla Camera di commercio, ha ascoltato attentamente i discorsi del presidente Torreggiani e dei due imprenditori Marchesini della Wam Group e Ivana Borghi della cooperativa Csc di San Cesario, tanto che li ha citati più volte nelle sue conclusioni, tratte, prevalentemente, a braccio. Il presidente ha ribadito che non bisogna limitarsi a guardare ai dati economici statistici per tentare di capire questa crisi, bisogna invece andare tra le forze vive del paese: questo è il significato della sua venuta a Modena. Del nostro tessuto economico ha voluto sottolineare i punti di forza: il dinamismo imprenditoriale, la coesione sociale e il fatto che qui abbiano scarso peso le contrapposizioni pregiudiziali. “La prova più alta – ha sottolineato Napolitano – è infatti la capacità di unire le forze: e voi, in questo senso, siete un esempio positivo”. E poi l’altra caratteristica delle nostre imprese che può essere di esempio per uscire dalla crisi: l’apertura internazionale. E proprio a questo proposito, citando la definizione che lo stesso Marchesini aveva dato della sua azienda ovvero “multinazionale tascabile”, Napolitano è incappato in una piccola, simpatica gaffe, colta forse solo dai giornalisti modenesi presenti: parlando del paese della Bassa dove ha sede l’azienda ha detto “Cavezza” e non Cavezzo. Citando, infine l’altro intervento, quello della Borghi, Napolitano ha sottolineato il valore delle cooperative definite come un’esperienza originale che possono dare un contributo per uscire dalla crisi anche a livello nazionale. Il presidente della Repubblica, ancora una volta, anche a Modena, ha invitato ad avere fiducia, non ha voluto essere pessimista, non per questo, però, si è nascosto i problemi del sistema paese, un sistema che si porta ancora dietro zavorre e ostacoli ereditati dagli anni passati. Solo rimuovendoli saremo in grado di costruire un paese più forte – ha concluso – un’Italia più giusta.


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