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A Modena, applicando al ribasso le potenzialità del piano casa proposto da Berlusconi, sorgeranno 2100 nuovi alloggi. La stima è della Provincia che, in vista del Consiglio dei ministri di venerdì chiede al Governo di rivedere il progetto. Questi dati sono stati diffusi stamattina in Provincia, in vista dell’approvazione definitiva del Ptcp, ha stimato il fabbisogno complessivo di alloggi nel modenese entro il 2015.

2100 alloggi in più per 140mila metri quadrati di superficie edificata. E’ la stima ragionata della Provincia rispetto agli effetti del cosiddetto “piano casa” contro la crisi voluto dal premier Berlusconi e che venerdì prossimo potrebbe avere il via libera del Consiglio dei ministri. Conteggiando solo i 72mila alloggi edificati prima del 1991 ed escludendo il centro storico, la superficie totale in metri quadrati raggiunge i 7 milioni. Il Governo dovrebbe consentire di aumentare del 20% i volumi, una o due stanze in più per i piccoli proprietari, molto di più per chi può conteggiare i metri quadrati su interi immobili. Il conto matematico dice per Modena 1,4 milioni in più, equivalenti a 14mila appartamenti. Ovviamente non tutti vorranno o potranno farlo; secondo il centro studi nazionale Cresme, alla proposta aderirà il 10% dei proprietari. Applicando il dato a quello di Modena, ecco i 2100 alloggi in più, stimati dalla Provincia. “Un numero esorbitante e che rischia di produrre nuovi ghetti”, attacca il vicepresidente della Provincia, Maurizio Maletti. Ma anche del tutto estraneo al vivace dibattito politico cittadino con i partiti modenesi che da anni discutono del progetto ex Amcm, dove l’incremento, motivo del contendere, è di 1600 metri quadrati per 20 alloggi complessivi. 20mila nuovi alloggi entro ilo 2015, ma almeno un quarto di edilizia sociale, pubblica o privata, per aiutare le famiglie più povere e sostenere un mercato dell’affitto inadeguato. E’ questo il calcolo del fabbisogno abitativo del modenese, nei prossimi sei anni, che sarà inserito nel Ptcp, il piano di coordinamento provinciale in approvazione mercoledì prossimo. Il numero complessivo considera l’aumento della popolazione previsto, dagli attuali 690mila a 730mila, e il residuo di alloggi già programmati, ma non ancora costruiti, alcune decine di migliaia. “Ma per evitare un eccessivo consumo di territorio – ha detto stamattina Giancarlo Muzzarelli, assessore regionale alla pianificazione – è necessario privilegiare il recupero e il riuso dell’esistente e promuovere un piano casa nazionale che consenta di investire in edilizia popolare”…


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