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Durati quattro anni e costati quasi 2 milioni di euro, oggi sono stati inaugurati i lavori di ampliamento dell’Ipsia Ferrari di Maranello, un modello di collaborazione tra mondo della scuola e mondo del lavoro.

Fu Enzo Ferrari, nei primi anni sessanta, a volere a Maranello una scuola in grado di formare le professionalità necessarie per la sua azienda, vicina anche fisicamente allo stabilimento Ferrari. Un legame stretto, tanto che nel 1965 la scuola venne intitolata al figlio del Drake, Dino, morto di distrofia muscolare. Gli anni sono passati e l’Ipsia Ferrari ora ospita 624 iscritti. Questa mattina sono stati inaugurati i lavori di ampliamento (dieci nuove aule, una nuova aula magna) e di adeguamento sismico: il peso della sopraelevazione che ha permesso di ricavare le nuove aule viene sostenuto da una serie di telai che garantiscono la staticità in caso di sisma. Le opere sono costate 1 milione e 820mila euro, un milione finanziato dalla Provincia di Modena e dalla Fondazione Cassa di risparmio. “In un periodo in cui lo stato non garantisce i fondi al sistema scolastico mettendone a rischio il funzionamento, noi continuiamo a investire. La scuola per noi è una prorità e lo dimostriamo con i fatti” , ha detto Emilio Sabattini, presidente della Provincia. L’istituto prepara operatori meccanici e tecnici dell’industria meccanica, operatori termici e tecnici dei sistemi energetici. La collaborazione tra la casa del Cavallino e l’Ipsia, tra mondo industriale e mondo della scuola, rappresenta ormai un modello.


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