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Lo Stato deve alle scuole modenesi quasi 18 milioni di euro. La denuncia arriva dal neonato Coordinamento provinciale dei consigli d’istituto, voluto dai comitati genitori con l’obiettivo di difendere la qualità dell’istruzione pubblica.

Ragazzi delle superiori che entrano a scuola in ritardo, ne escono in anticipo o sono lasciati per ore alla sola custodia dei bidelli, quando va bene. Bambini delle elementari e delle medie, ammassati in classi diverse dalla loro, con i dirigenti scolastici impossibilitati a nominare supplenti per l’assenza di fondi oppure a non pagarli. E’ lo sconfortante quadro della scuola modenese, che denunciamo da mesi, dovuto ad una gravissima mancanza di fondi. Il Governo ha ulteriormente tagliato i soldi per le supplenze e ormai i dirigenti hanno terminato le risorse accumulate negli anni grazie ai contributi volontari dei genitori e degli enti locali. Un quadro sconfortante, tanto più che il pagamento dei crediti che le scuole vantano con lo Stato appare lontanissimo. 18 milioni di euro, secondo la stima effettuata dal neonato Coordinamento provinciale dei consigli d’istituto e dei Comitati genitori, che servirebbero per mettere almeno una pezza ai disagi immediati. “A rischio c’è la qualità stessa dell’offerta formativa dei nostri ragazzi”, denunciano i genitori che stamattina hanno inscenato una protesta davanti al Polo Leonardo, dove i dirigenti scolastici hanno incontrato Maria Domenica Testa, direttore generale a finanze e bilancio del Ministero dell’istruzione. Genitori che sono poi stati ricevuti dal dirigente del Ministero. A loro, Maria Domenica Testa ha anticipato che presto alle scuole potrebbero essere rimborsati i soldi anticipati nel 2007, 136 milioni per tutta l’Italia. Il dirigente del Miur ha poi spiegato che non saranno aumentati i fondi per le supplenze anche se c’è la disponibilità a valutare caso per caso. Per le scuole modenesi, però, è indispensabile che alle parole seguano i fatti.


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