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Precarietà lavorativa e violenza sono i temi al centro della festa della donna che si celebra oggi nel mondo.

Una ricorrenza che compie ormai cent’anni, ma che per certi aspetti ha ancora molta strada da fare. La festa internazionale della donna rende omaggio alle conquiste raggiunte sul piano economico, politico e sociale in tutto il mondo. E’ nata come una giornata di lotta femminista nel 1908 a Chicago, ma con gli anni ha visto sfumare il suo valore profondo: si sono succedute tante trasformazioni, ma un punto è restato fermo: le Nazioni Unite, dal ’75, riconoscono il ruolo della donna anche nei processi di pace e portano avanti iniziative di sensibilizzazione contro la discriminazione tra i sessi nel mercato del lavoro e nella famiglia. Secondo un’indagine della Regione, oltre il 50% degli emiliano-romagnoli sostiene che la parità è ancora lontana da venire; in molti comunque pensano che le cose stiano migliorando. Nel nostro Paese la giornata internazionale della donna è stata rilanciata dall’Unione donne italiane. Quest’anno l’Udi di Modena, attraverso un questionario, ha affrontato il tema precarietà lavorativa. Le donne, in molti casi, sono le prime a perdere il posto di lavoro. Intanto, oggi, giornata di riflessione, ma anche di festa e di eventi culturali, tutte le donne possono visitare i luoghi d’arte gratuitamente. Un modo per dare valore e risalto all’attività artistica delle donne e al loro ruolo di muse ispiratrici. Il museo lapidario di Modena ha ospitato una iniziativa davvero singolare. Una performance suggestiva e affascinante. Una visita guidata un po’ speciale al museo lapidario estense. Leggere, interpretare, instaurare una nuova relazione con le espressioni artistiche dell’antichità. La contemporaneità di alcuni giovani che, attraverso la musica e il movimento, interagisce con i monumenti.


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