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Polizia e militari uniti per dire no al pacchetto sicurezza, ai tagli al comparto, alle ronde cittadine. E su possibili rinforzi a Modena infuria la polemica politica.

Di nuovo uniti, per dire ancora una volta no alle scelte del governo in materia di sicurezza, i sindacati di polizia e le rappresentanze militari. Sabato mattina i rappresentanti delle sigle presenti nel modenese illustreranno i motivi della loro contrarietà ai tagli previsti nel comparto sicurezza, e alle forze di polizia in generale, e anche alle ronde cittadine. Solo ieri il Silp Cgil era intervenuto sul “pacchetto sicurezza”, divenuto legge, denunciando il taglio di oltre 900 milioni di euro per le forze dell’ordine. Il sindacato riteneva la strada intrapresa a Roma non certo un passo avanti, ma anzi un passo indietro rispetto all’obiettivo della salvaguardia dei cittadini, rendendo la sicurezza sempre più a rischio. E sulle scelte del governo infuria anche la polemica politica: Stefano Bonaccini, segretario provinciale del Pd, accusa il ministro dell’Interno Maroni di pensare solo alla Lombardia, visto che ha annunciato il potenziamento delle dotazioni in quella regione. “Non vale per Modena quello che vale oltre il Po?”, si chiede Bonaccini. A rispondere Mauro Manfredini, Lega nord, che assicura che Modena non verrà dimenticata, poi, in sintonia con Enrico Aimi, An, scarica sulla giunta di Modena la responsabilità dell’attuale situazione in città per quanto riguarda la sicurezza. In realtà anche il capo della polizia Antonio Manganelli, due settimane fa in visita in questura, aveva lasciato poche speranze di rinforzi significativi nel modenese. Infine, sugli eventuali potenziamenti in Lombardia e non in Emilia Romagna, ha presentato un’interrogazione parlamentare il senatore del Partito democratico Giuliano Barbolini.


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