in:

Ma sono sempre di più le imprese in difficoltà. Riprendono domani le iniziative di lotta alla Omga di Limidi, minacciata dallo spettro della chiusura. In settimana dovrebbe riunirsi il tavolo convocato dai Sindaci Campedelli e Baruffi.

“Il momento è delicato e i tempi si stanno riducendo. Però siamo convinti che il raggiungimento dell’accordo sia ancora possibile”. E’ cauto Angelo Dalle Ave, delegato Fiom Cgil che, insieme ad Alessandro Martignetti della Fim Cisl, sta seguendo la vertenza alla Omga di Limidi. La crisi della storica impresa produttrice di macchine per legno, 86 dipendenti in loco più altri 51 nello stabilimento di Trento, sembra essere arrivata a un punto cruciale. Il piano industriale presentato nei giorni scorsi dall’azienda ha disatteso le aspettative dei sindacati prospettando la salvaguardia di un numero di posti inferiore ai 50 inizialmente preventivati. Da qui il fallimento del dialogo e l’aggravarsi del divario tra le parti. Già domani riprenderanno le iniziative di lotta con due ore di sciopero al pomeriggio e con presidio in via Carpi Ravarino, davanti alla sede della fabbrica. Per uscire dalla situazione di stallo e scongiurare il pericolo della messa in liquidazione di Omga, i sindacati hanno sollecitato l’intervento delle istituzioni locali. L’appello è stato raccolto dai sindaci di Carpi, Enrico Campedelli, e Soliera, Davide Baruffi, che hanno invitato proprietà e Confindustria a un tavolo per ricercare “una soluzione ragionevole – si legge nella nota diffusa dai sindaci – per la quale l’azienda non debba chiudere e nessun lavoratore venga abbandonato a se stesso”.


Riproduzione riservata © 2016 TRC