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Se settori storicamente solidi come la meccanica e la ceramica sono in sofferenza, quello della lavorazione delle carni, molto radicato con realtà delle dimensioni di Inalca, non presenta al momento particolari difficoltà, se non poche realtà isolate.

Il settore alimentare nel suo insieme sta tenendo. O meglio, secondo i sindacati e gli addetti ai lavori, si registra un rallentamento nei consumi, ma per i circa 10 mila lavoratori modenesi non si prospettano problemi di occupazione. 2 mila di questi sono impiegati nella lavorazione delle carni. Di aziende in difficoltà ce ne sono, ci spiega Pier Secondo Mediani, segretario degli alimentaristi della Cisl, ma per ora paiono casi isolati. Sono quelle che si collocano oltre la dimensione locale, ma non tale da poter competere con il mercato nazionale, come nel caso del salumificio Goldoni di Medolla. Il consumatore è più attento anche nell’acquisto degli alimentari, ma per ora non si può parlare di stagnazione come per altri settori. Vi è un’incognita, quella legata alla commercializzazione della frutta, altro settore che impiega molti addetti nel modenese. Vedremo se il consumatore, al pari di pane, pasta e carne, continuerà a metterla in tavola.


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