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Agricoltura biologica: la battaglia di una coppia di contadini canadesi contro l’utilizzo degli Ogm. I coniugi, insigniti del Premio Nobel alternativo, sono in questi giorni nel modenese.

Oltre il danno la beffa. Si può riassumere così la storia dei coniugi Schmeiser, agricoltori canadesi che stanno portando avanti una grande battaglia contro gli Ogm a livello mondiale. Contadini da oltre 60 anni, nel 1998 Percy e Louise si sono ritrovati con i campi contaminati da polline di piante Ogm brevettate da Monsanto. La multinazionale delle sementi geneticamente modificate, anziché indennizzarli per il danno, li ha citati in giudizio, chiedendo 120.000 dollari per violazione di brevetto. La causa, che ha attirato l’attenzione internazionale, si è protratta per sei anni e si è conclusa con la condanna degli Schmeiser. Successivamente, c’è stata poi un’altra vertenza tra Schmeiser e la Monsanto che il 19 marzo 2008 si è chiusa con un accordo extra-giudiziale: questa volta è stato l’agricoltore canadese a citare l’azienda, dopo aver scoperto una nuova contaminazione Ogm. Prima di entrare in aula, Monsanto ha accettato e ha pagato,ammettendo esplicitamente la sua responsabilità per questa ulteriore contaminazione genetica. I coniugi, insigniti nel 2007 del Right Livelihood Award, il premio Nobel alternativo, stanno in questi giorni facendo un tour in Italia. Ieri sera erano a Bologna per una iniziativa organizzata, tra gli altri, da Coop Italia. Il “Davide contro Golia” degli Ogm ha visitato questa mattina il Caseificio Sociale Santa Rita di Serramazzoni.


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