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Una riduzione dell’offerta formativa, assunzioni bloccate, tagli anziché investimenti. Uno scenario davvero preoccupante quello descritto dal prof. Aldo Tomasi, oggi all’inaugurazione del suo primo anno accademico da rettore dell’Università di Modena e Reggio.

Otto corsi di laurea in meno, nessun nuovo docente assunto per i prossimi tre anni, dal Ministero il denaro sufficiente a pagare a malapena gli stipendi, la necessità di una politica nazionale per l’Università, un richiamo al rigore etico e un appello all’industria locale perchè ritrovi il gusto di investire e rischiare. Un discorso a tutto tondo, quello del rettore Aldo Tomasi, oggi per l’inaugurazione dell’833esimo anno accademico. Con una decisione senza precedenti, l’Ateneo di Modena e Reggio, per rimanere all’interno dei parametri statali chiuderà 8 corsi di laurea, 6 a Modena: ad Economia verranno accorpate due lauree specialistiche; i corsi triennali di Ingegneria passeranno da 7 a 5; accorpamento di due corsi triennali anche a Giurisprudenza e a Scienze matematiche. Corsi di studio ridotti e una situazione edilizia decisamente non buona: il rettore ricorda le importanti opere eseguite, ma non nasconde lo standard inadeguato di aule e laboratori, a cominciare dalla sede di Sant’Eufemia che necessita ancora di importanti investimenti. Ma il problema è economico: “Non è con i tagli adottati nella finanziaria approvata nel 2008 che si potrà uscire dalla crisi dell’Università – ha ribadito il prof. Tomasi: “Così si taglia il futuro del paese” ha detto annunciando che nel 2011 gli stipendi verranno pagati con i fondi derivanti unicamente dalle tasse d’iscrizione.


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