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Focus della Cisl sugli immigrati di seconda generazione. Sono oltre 15 mila gli under 14 di nazionalità straniera che vivono nel modenese. Fondamentale ai fini dell’integrazione il ruolo della scuola.

Sono oltre 15 mila nella sola provincia di Modena, dove rappresentano il 22 per cento dei 68 mila stranieri qui residenti. Sono i cosiddetti immigrati di seconda generazione, i figli delle coppie migranti che, per scelta o necessità, si sono stabilite sul territorio. A questo piccolo esercito di giovanissimi, punta avanzata della tanto sbandierata integrazione, la Cisl di Modena ha dedicato il convegno che si è svolto ieri a Palazzo Europa, presso la sede del sindacato. Confermato il ruolo fondamentale svolto dalla scuola come luogo di istruzione, formazione e socializzazione. Scuola dove oggi gli alunni stranieri rappresentano il 13 per cento del totale degli studenti. Ed è appunto dentro le aule che, ogni giorno, passo dopo passo, forse ancora faticosamente, si percorre concretamente la strada che porta all’integrazione. Nel prendere posizione contro la proposta delle classi ponte separate previste dalla riforma Gelmini, la Cisl ricorda che la trasformazione interculturale della società è un processo già in atto. Occorre quindi lavorare perché queste persone diventino parte della comunità modenese a tutti gli effetti.


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