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Ronde sì, ronde no. La misura contenuta nel decreto antistupri varato dal Governo fa discutere. Abbiamo raccolto i pareri di un magistrato, di un esperto di flussi migratori del Cnel e di un rappresentante dei comitati cittadini per la sicurezza.

Fa discutere e divide, anche a Modena, il via libera alle ronde dato dal Consiglio dei ministri nell’ambito del cosiddetto decreto antistupri. A pattugliare parchi e zone degradate saranno poliziotti e carabinieri in pensione. Dovranno essere autorizzati dal Sindaco, mentre non è previsto l’uso di armi. Netta contrarietà alla misura è stata espressa da Giorgio Alessandrini del Cnel e dal magistrato antimafia Nicola Gratteri, mentre più possibilista si è dimostrato Andrea De Pietri del comitato Zona Tempio. E sul tema delle ronde, anche a livello locale, si è aperto un vero e proprio dibattito politico. Interviene oggi il segretario provinciale della Uil Luigi Tollari che esprime la sua perplessità; mentre l’onorevole Isabella Bertolini del PdL invita il sindaco di Modena ad assumere “immediatamente gli oltre 20 agenti che mancano all’organico di Polizia Municipale”. Il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Stefano Lugli, chiede, invece, al Prefetto di non autorizzare le ronde cittadine. Secondo il sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi “non basta appuntare una stella vuota sul petto del primo cittadino, ma occorrono agenti”. Infine il Partito Democratico modenese consegnerà al Prefetto le firme della petizione per 25 agenti in più e il segretario provinciale Bonaccini ha affermato che continuerà “la battaglia per il rafforzamento degli organici”.


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