in:

Il carcere di Sant’Anna scoppia, di nuovo. Completamente archiviato l’effetto indulto, i detenuti ora superano di gran lunga i numeri previsti. A lanciare l’allarme il sindacato della polizia penitenziaria Sappe, che dice: è a rischio la sicurezza dell’istituto.

Il carcere Sant’Anna è stato costruito per una regolare capienza di 212 detenuti, dice il Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, con una tollerabilità massima, in caso di necessità, di 400 ristretti. Attualmente ne sono presenti 540, decisamente troppi per l’istituto. Il carcere scoppia, e non è la prima volta, continua il sindacato, ma ancora non sono state date risposte. Anzi, al sovraffollamento si aggiunge un continuo aggravio della carenza del personale. In questo momento, continua il Sappe, gli 80 detenuti di un settore sono affidati a un solo agente, una sessantina le unità della polizia penitenziaria in più che servirebbero per far fronte adeguatamente ai servizi nel carcere. A rischio, questo l’allarme lanciato dal sindacato, la sicurezza dell’istituto e del personale preposto al controllo, altre alla stessa società civile. Perplessità viene espressa, poi, per il progetto relativo alla costruzione di ulteriori reparti per i detenuti, senza un conseguente adeguamento dell’organico della penitenziaria. Lo stesso direttore del Sant’Anna, Paolo Madonna, conferma il sovraffollamento del carcere e parla di grave problema di organico, almeno trenta le unità in più che servirebbero adesso, ha spiegato. Il Sappe si rivolge quindi all’amministrazione penitenziaria, ma anche alle istituzioni locali per cercare una soluzione, e annuncia lo stato di agitazione del personale.


Riproduzione riservata © 2016 TRC