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L’iter del disegno di legge non si è ancora concluso, ma lo stalking è un fenomeno molto ampio, che a volte sfocia in fenomeni di violenza fisica. l’Università di Modena e Reggio ha avviato una ricerca.

Molestie che, a volte, possono andare avanti anche per 10-15 anni, telefonate, sms a qualunque ora, appostamenti e pedinamenti, violenze che, nei casi più gravi, possono degenerano in omicidio o tentato omicidio. Non esiste ancora un profilo dello stalker, è un fenomeno trasversale che riguarda l’operaio come il libero professionista. Dopo l’approvazione da parte della Camera dei Deputati del disegno di legge sul reato di stalking, gli atti persecutori per intenderci, all’Università di Modena e Reggio è stata affidata la realizzazione di una ricerca che metterà in relazione questa nuova tipologia di reato con la violenza grave. Il progetto è affidato all’Istituto di Medicina legale di Modena e Milano, e si avvale del supporto della Provincia di Modena e di alcune associazioni modenesi del terzo settore. L’intero lavoro è coordinato dalla professoressa Laura De Fazio, criminologa della facoltà di Giurisprudenza, e membro del ‘Modena Group on stalking’, gruppo multidisciplinare europeo di studiosi impegnati in progetti di ricerca sugli atti persecutori: “Il progetto è caratterizzato da una notevole innovatività in quanto si occupa di un problema scarsamente conosciuto come quello dello stalking” – sottolinea la prof. De Fazio. In Italia il tema del rischio di violenza associato allo stalking non è mai stato affrontato e non esistono indicazioni specifiche utilizzabili dagli operatori. Il progetto si propone di identificare possibili fattori di rischio, per arrivare a un’efficace attività di prevenzione.


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