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Dopo il presidente, oggi è l’intero CdA della Fondazione San Carlo a dettare le condizioni:"la Scuola non si tocca".

Fino ad ora a parlare era stato il solo presidente Franchini. Oggi, con una nota stampa, interviene, per la prima volta da quando è scoppiata la polemica attorno al Festival della Filosofia, l’intero Consiglio di amministrazione della Fondazione San Carlo di Modena. E lo fa per precisare alcune questioni, prendendo spunto dalla lettera dei membri dimissionari del Comitato scientifico: nel documento si pongono alcuni “punti fermi” da cui non si potrà prescindere nel prosieguo della discussione, discussione che si auspica “pacata e civile, ma schietta” e finalmente “de visu”. La figura del nuovo direttore scientifico Carlo Altini non si tocca. Si discuta, in maniera costruttiva, della costituzione di un ente autonomo per la gestione del Festival, come proposto dal sindaco  ma anche come già valutato dalla stessa San Carlo: la Fondazione offrirà totale collaborazione anche in termini di risorse umane e materiali. Ci si sieda finalmente attorno a un tavolo a parlare con i filosofi dimissionari, Remo Bodei in testa, in maniera serena e proficua. Ma si tenga presente che, oltre all’incarico ad Altini, rimangono ferme quelle che, da statuto, sono le prerogative del Cda della Fondazione, ovvero le scelte strategiche relative a Scuola di Alti studi, Centri culturali, Collegio Universitario e Biblioteca. Questa, insomma, è quella che il Cda definisce “la cornice istituzionale” entro la quale il confronto potrà avviarsi. Rimane da capire, ora, quale sarà la risposta del Comitato scientifico: Bodei, ma anche la Borsari, aveva detto che la Scuola di alti studi era la radice da cui traeva la linfa il Festival e che i due enti non potevano essere disgiunti. Lo stesso  Bodei “legame scientifico” tra il Festival e la Scuola di alti studi potrebbe, però, costituire quel “punto di mediazione” che accontenti i diversi fronti.


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