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Sarà l’autopsia a chiarire di cosa è morta Eluana, la donna in stato vegetativo da 17 anni spentasi ieri sera a Udine. In segno di lutto, sospese le manifestazioni politiche organizzate oggi.

La morte di Eluana non ha placato le polemiche politiche scoppiate intorno al suo caso. La bagarre di ieri sera in Senato, accesa dalle accuse di Gasparri, capogruppo del Pdl, al Presidente Napolitano, con successiva reprimenda di Fini al collega di partito, è proseguita oggi nelle tante prese di posizione arrivate. E questo nonostante l’invito del padre di Eluana “a non essere cercato, nemmeno dagli amici” e del capo dello Stato a "una sensibile e consapevole riflessione". Invito raccolto, però, dai capigruppo modenesi dei partiti di centrosinistra che, in segno di lutto e di rispetto per la morte della donna, in stato vegetativo da 17 anni, hanno sospeso la mobilitazione prevista stamattina davanti alla Prefettura, in difesa della Costituzione, della separazione dei poteri e delle prerogative del presidente della Repubblica. Rinviata in segno di lutto anche la manifestazione organizzata per le 18 in piazza Grande. I promotori – associazioni, sindacati e forze politiche del centrosinistra – hanno preso la decisione per “rispetto del dolore della famiglia e di tutti coloro che in questi mesi hanno seguito con partecipazione e affetto questa tragica vicenda umana”. Tante come detto, però, le reazioni, mentre in Senato continua il confronto intorno alla legge sul testamento biologico. In attesa dell’esito dell’autopsia, l’associazione “Per Eluana” parla di “dubbi da chiarire”, “Dio li perdoni” è il commento ufficiale del Vaticano, mentre per il deputato modenese del Pdl, Isabella Bertolini “La donna è stata la vittima innocente di una crociata ideologica”. Di tenore opposto il pensiero di Maria Laura Cattinari dell’associazione Libera-uscita che ringrazia Beppino Englaro per la sua battaglia, definendolo “eroe di virtù civile che non ricorrendo all’eutanasia clandestina, come tanti fanno, ha riaffermato il primato della legalità”. "L’amministratore di sostegno, la strada migliore" Cinque le persone a Modena che già hanno chiesto il decreto di nomina dell’Amministratore di sostegno che decida le terapie da eseguire in caso di malattia invalidante, il cosiddetto testamento biologico preventivo per scongiurare un accanimento terapeutico. E l’iniziativa nata sotto la Ghirlandina si estende: una domanda è stata presentata anche a Firenze, una a Treviso. Secondo l’avvocato Scacchetti, che seguì il primo caso modenese, resta la strada migliore.


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