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Scritte ingiuriose e volantini davanti alle scuole. Il giorno del ricordo, a Modena, è anche il giorno delle polemiche. Il sindaco in mattinata ha deposto una corona di fiori in via martiri delle foibe.

Da una parte le scritte comparse nella notte sui muri della sede di Azione Giovane, di via Castellaro a Modena (Come bello far le foibe da Trieste in giu’); dall’altra l’iniziativa dei giovani di Rifondazione Comunista che, questa mattina, hanno distribuito volantini dal testo esplicito: “Le foibe sono una menzogna fascista, basta col revisionismo storico”. Fanno discutere gli slogan negazionisti di Rifondazione Comunista nel Giorno del Ricordo, la giornata di riflessione, istituita dal 2004, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre di Istria, Fiume e Dalmazia. Immediata la condanna di Michele Barcaiuolo e di Roberto Ricco, coordinatore regionale e presidente provinciale di Azione Giovani: “Non passa anno senza che Modena venga lacerata dalle vaneggianti prese di posizione di alcuni settori della sinistra sul tema delle foibe”. Sdegno e rabbia dal candidato a sindaco di Sassuolo Luca Caselli. Biasimo anche dal Comitato 10 febbraio e solidarietà a chi quelle vicende le ha vissute in prima persona. “Un gesto incivile contro An”: è il commento di Stefano Bonaccini, segretario provinciale del Pd. Dopo il minuto di silenzio osservato ieri sera in consiglio comunale, in tarda mattinata il sindaco di Modena Giorgio Pighi ha deposto una corona d’alloro nella strada intitolata ai martiri delle foibe alla presenza dei rappresentanti politici locali e del comitato provinciale dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. La data del 10 febbraio venne scelta per ricordare il giorno del 1947 in cui a Parigi venne firmato il trattato di pace tra l’Italia e le nazioni vincitrici della seconda guerra mondiale. “Una tragedia che non può essere rimossa” – commenta l’On. del Pd Manuela Ghizzoni: “I tragici fatti del confine orientale ci siano da monito e ci spingano a ribadire oggi quei valori, che furono negati all’epoca, di pace, integrazione e convivenza tra i popoli” conclude la parlamentare. Per il presidente dell’Istituto storico di Modena Giuliano Albarani il 10 febbraio rappresenta l’occasione per esplorare e approfondire una vicenda a lungo e a torto considerata di serie B.


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