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Scoppia la rivolta dei medici, dopo l’emendamento contenuto nel decreto sicurezza che dà la possibilità agli operatori della sanità di denunciare all’autorità giudiziaria gli immigrati clandestini che chiedono aiuto negli ospedali o negli ambulatori. Proprio da Modena, a inizio dicembre, era partita un appello che ha già raccolto più di 78mila firme. Cuore e motore dell’iniziativa la pediatra modenese Maria Grazia Catellani.

“Quando uno immigrato entrerà nel mio ambulatorio non gli chiederò se è clandestino o quale religione professa o che partito vota. Noi medici non faremo mai le spie” . Lo scorso dicembre Maria Grazia Catellani, segretario provinciale della Federazione italiana degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, lanciò la raccolta di firme ‘la salute è uguale per tutti’, un appello per ricordare che curare gli indigenti, soprattutto i bambini, è un dovere deontologico per tutti i medici, ma che è anche un imperativo etico per un paese civile. Ad oggi la sottoscrizione ha raccolto più di 78.800 firme: quelle di tanti operatori sanitari (tra i primi il presidente dell’ordine dei medici di Modena Nicolino D’Autilia) ma anche quelle di amministratori pubblici, rappresentanti delle istituzioni e semplici cittadini. L’emendamento della Lega non obbliga alla denuncia, ma sembra comunque stridere con il Codice di Deontologia Medica. E sono davvero tanti i modenesi che oggi hanno voluto dire no ad un provvedimento che ritengono “contrario ai diritti fondamentali della persona e ai principi etici della professione medica”. Per dirlo con le parole del presidente dell’Ordine dei medici di Modena, Nicolino D’Autilia che assicura: “I medici non denunceranno nessuno”. Criticano l’emendamento della Lega nord esponenti politici come i consiglieri regionali del Pd Muzzarelli e Richetti, l’assessore provinciale Cavicchioli e i consiglieri comunali Caropreso del Pd e Prampolini della Sinistra per Modena. Ma anche associazioni di volontariato come Auser e Ant e come i medici volontari di Porta aperta, la struttura modenese della Caritas che da sempre è in prima linea nella cura dei più bisognosi.


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