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La sicurezza dei cittadini non interessa più a nessuno? Questa la domanda, forse neanche troppo retorica, che si pongono i sindaci dei comuni dell’Unione terre di Castelli. Ancora una volta.

Dopo le polemiche di questi ultimi giorni sui T-red e il sequestro degli impianti dell’Unione Terre di Castelli – a seguito dell’inchiesta nazionale avviata dalla Procura di Verona che ha portato all’arresto del progettista dell’apparecchiatura e alla denuncia di 63 funzionari di polizia locale – oggi i sindaci dei comuni di Castelnuovo, Castelvetro, Savignano, Spilamberto e Vignola escono con una dichiarazione comune per riportare al centro della questione la sicurezza dei cittadini sulle strade. Adani, Alperoli, Fornari, Lamandini e Maleti ricordano che gli incidenti sono provocati dall’eccesso di velocità, dal passaggio con il semaforo rosso, dalla guida in stato di ebbrezza e dalla distrazione. E che spesso il Codice della strada venga considerato più che altro un manuale di consigli, anziché norme da rispettare per la propria e l’altrui sicurezza. A Questo punto – continuano i cinque sindaci – “chiariamo senza polemiche se il giallo deve durare 4 o 5 secondi; se la tolleranza rispetto al limite dei 50 km/orari deve essere del 10 o del 20%, se si possono bere 1 o 2 bicchieri di vino. Ma poi basta, applichiamo in modo rigoroso e severo le leggi”. Riguardo all’inchiesta in atto, i primi cittadini ribadiscono che se effettivamente non ci fosse l’omologazione del Ministero sarebbero i Comuni la parte lesa. Da qui l’appello alla magistratura ad accertare in tempi brevi la correttezza di questi strumenti. Ricordiamo che anche la procura di Modena ha aperto un fascicolo conoscitivo senza ipotesi di reato per verificare la regolarità dei fotored e dei t-red.


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