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Continua la polemica sui T-red. I due impianti installati a Modena sono spenti dalla fine dello scorso anno.

“L’indagine che riguarda i T-Red non ha toccato Modena; e comunque non si tratta, nei casi sollevati, di malfunzionamento delle apparecchiature, ma di problemi legati a rapporti tra la ditta che ha realizzato i semafori, cosiddetti intelligenti, e le singole amministrazioni”. A ribadirlo è il comandante della polizia Municipale di Modena, Fabio Leonelli. Ricordiamo che le due apparecchiature installate in via Caduti del lavori e in via Campi, angolo via Vignolese, sono al momento disattivate, in attesa di valutare i dati emersi dalla fase sperimentale. “Gli impianti sono stati noleggiati da Hera: il loro funzionamento non ha mai registrato problemi, come del resto l’omologazione che è avvenuta regolarmente in base alle indicazioni del Ministero competente” – aggiunge Leonelli. “Un periodo di sperimentazione è stato necessario – continua il Comandante della polizia Municipale – per comprendere meglio la loro efficacia. Valutati tutti i dati, decideremo se riattivarli in alcune zone della città: è prematuro parlarne ora. E se a Modena non c’è stato alcun sequestro, in provincia le cose sono andate in modo differente: a Vignola, in settembre, sono stati sequestrati 4 semafori, due anche a Castelnuovo, Castelvetro, Spilamberto, uno a Castelfranco. Il Codacons modenese, associazione per i diritti degli utenti, torna anche oggi sulla vicenda: oltre a parlare di presunte incongruenze in documenti di Hera, ribadisce che “andrebbe sospesa ogni attività legata al T-Red in attesa che venga fatta massima chiarezza su tutta la vicenda”.


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