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Una festa religiosa e civile: la solennità del patrono da una parte, l’allegra confusione degli ambulanti dall’altra. Per i modenesi oggi è San Geminiano.

C’è chi dice che il miracolo lo abbia anticipato ieri sera, facendo calare una fitta nebbia sullo stadio Braglia, tanto densa da interrompere la partita del Modena contro il Rimini. E la nebbia, forse la stessa che nel 452 impedì ad Attila il re degli Unni di mettere a ferro e fuoco la nostra città, si è alzata solo a metà mattinata, giusto in tempo per l’avvio delle celebrazioni per San Geminiano, la festa più attesa dai modenesi doc. Poco prima delle 10.30, dal portico del palazzo comunale è partito il tradizionale corteo con i valletti comunali in livrea giallo blu che hanno portato come offerta al Santo patrono i ceri e l’olio per la lampada che arde perennemente nella cripta del Duomo. Come ogni anno, le autorità cittadine si sono raccolte nella cattedrale per ascoltare la messa pontificale del arcivescovo Mons. Benito Cocchi: in prima fila le delegazioni dei comuni toscani di Pontremoli e San Giminiano, che con Modena condividono lo stesso patrono, e poi il sindaco Pighi, il presidente della Provincia Sabattini, i rappresentanti della politica, tra cui il sottosegretario Giovanardi, del mondo economico e civile cittadino. All’appello del vescovo a ritrovarsi tutti in Duomo, vecchi e nuovi modenesi, hanno risposto anche numerose comunità di immigrati. Erano presenti, infatti, i rappresentanti delle comunità ghanese, polacca, cingalese e nigeriana. La liturgia ha seguito schemi che affondano nella tradizione e nella fede: la reliquia del braccio del santo che benedice la città e la Diocesi; l’omelia del vescovo sempre attenta ai problemi della comunità modenese e del mondo. Da Monsignor Cocchi un forte monito a chi ha compiti di responsabilità nella vita sociale, un monito ad essere presenti, a farsi guida nei confronti dei giovani, a condividere il proprio tempo con chi soffre. E poi, in conclusione, la conferma della disponibilità come Chiesa a collaborare nell’affrontare i problemi della città, naturalmente nei modi che sono propri della comunità cristiana e nel pieno rispetto dei compiti che sono invece responsabilità dell’autorità civile. In centro c’è la fiera San Geminiano, per i modenesi, significa anche fiera, la più importante dell’anno. Tutti occupati i 520 spazi destinati agli ambulanti: i 14 che sembrava potessero rimanere liberi perchè chi ne aveva diritto non si era presentato, alle 8 di questa mattina erano già stati riassegnati ad altri ambulanti in attesa di poter allestire il proprio banchetto. Il centro storico di Modena è tutto un fiorire di odori e colori che si mescolano tra di loro, quelli della gastronomia con tante golosità a portata di mano e quelli delle bancarelle con un’ampia selezione di oggettistica per la casa, stoviglie, artigianato e tante curiosità. Ricordiamo che, per l’occasione, i percorsi delle linee urbane degli autobus hanno subito qualche variazione. Numerosi, comunque, i parcheggi utilizzabili nella cintura attorno al centro storico. Per fortuna, solo quattro in mattinata le auto rimosse con il carro attrezzi perchè lasciate negli spazi a disposizione degli standisti della fiera. Eccezionalmente, oggi, per San Geminiano, il mercato Albinelli sarà aperto anche al pomeriggio. Aperti, infine, anche i musei civici e il museo della figurina di palazzo Santa Margherita con la nuova mostra dedicata ad Esopo.


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