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Le polemiche intorno al Festival della Filosofia: adesso Bodei scrive a Pighi e parla di due istituzioni – il Festival e la Scuola di alti studi – che “sono state azzoppate”.

Adesso a prendere carta e penna e a scrivere direttamente al sindaco Pighi è il filosofo e cittadino modenese onorario Remo Bodei. Oggetto del contendere ancora il Festival filosofia e il suo futuro dopo il mancato rinnovo dell’accordo con il direttore scientifico Michelina Borsari e le dimissioni, seguite a ruota, dell’intero Comitato scientifico presieduto dallo stesso Bodei. Ieri, con una nota congiunta sia il sindaco Pighi che il presidente della Provincia Sabattini avevano invitato le parti ad abbassare i toni, a superare le polemiche e i personalismi, e a lavorare per la nuova edizione del festival. Ed invece, nella notte, dalla California dove sta insegnando, Bodei torna a far sentire la propria voce bollando come “politica e non culturale e quindi sbagliata” la decisione di continuare a fare il Festival e di mantenere la Scuola di Alti studi sotto la nuova direzione di Carlo Altini. “Difficilmente – dice Bodei – anche a prescindere dal danno inflitto alla città e agli studenti, avranno il prestigio e la funzionalità precedenti” e, conclude con durezza, “i toni vanno tenuti alti per denunciare i modi con cui due istituzioni che funzionavano al meglio sono state azzoppate, forse per troppo successo”. Il sindaco di Modena Pighi, comunque, nel corso della trasmissione di Trc-Telemodena “La città” ha ribadito la convinzione che il Festival e la Scuola di alti studi sapranno mantenere immutati, nel segno della continuità, la qualità e il livello raggiunti negli anni. Da Carpi: "Togliamo il Festival alla Fondazione" E dura è anche la presa di posizione del sindaco di Carpi Campedelli e dell’assessore alla cultura Bellelli: il Comune di Carpi è uno dei sette enti locali che fanno parte del Comitato promotore del Festival filosofia. Entrambi si dicono “amareggiati” per il fatto di non essere stati messi a parte delle scelte fatte dalla Fondazione San Carlo, “un’operazione – dicono – non condivisa dagli enti locali del territorio e mal comunicata”. Tanto che – Campedelli e Bellelli – si chiedono se non sia possibile superare l’impasse con soluzioni alternative, come slegare la mera gestione del Festival dalla Fondazione San Carlo, in modo da consentire al Comitato scientifico dimissionario e, forse, anche alla stessa Michelina Borsari, di rientrare in gioco.


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