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Immigrati, dialogo e crisi economica sono i temi al centro della lettera alla città del Vescovo, in occasione di San Geminiano. “Compiti diversi per un futuro comune” è il titolo del documento.

Dal 1998, ogni anno, in occasione di San Geminiano, patrono di Modena, il Vescovo scrive una lettera alla città. Quest’anno Monsignor Benito Cocchi lancia un messaggio che offre spunti per una riflessione approfondita sul futuro e sui problemi dell’intera comunità, confermando l’impegno della Chiesa Cattolica per la costruzione di un bene condiviso. “Compiti diversi per un futuro comune” è il titolo del documento in cui si affrontano tematiche come l’immigrazione, il dialogo e la crisi economica. La festa di San Geminiano è intesa, dunque, come una festa di tutti e per tutti che coinvolge differenti etnie per un confronto che guarda al bene dei cittadini. Si parla della fase non facile che Modena sta vivendo in questo periodo, così come molte altre città, un momento di “problemi gravi che sembrano accrescersi – si legge nella lettera – e che possono essere affrontati solo con il contributo di tutti”. La presenza di migliaia di immigrati in città può dare luogo a tensioni e difficoltà, ma il Vescovo invita a non dimenticare la realtà positiva delle tante persone straniere che lavorano e vivono onestamente, contribuendo al benessere della città. Secondo punto fondamentale del messaggio è dedicato alla grave crisi economica e finanziaria i cui effetti preoccupanti si percepiscono anche nella nostra città. La Chiesa invita tutti gli operatori economici a “cooperare attivamente in vista della salvaguardia dell’occupazione nel nostro territorio e a saper trasformare questa crisi in occasione di dialogo”. Si chiede un ripensamento dell’organizzazione del lavoro che metta al centro la persona umana e la sua dignità. La comunità cattolica si dice, infine, “disponibile a collaborare nell’individuare forme di solidarietà e di condivisione”.


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