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Anche a Castelfranco è stato posto sotto sequestro il T-red all’incrocio con via Loda. L’amministrazione nega avvisi di garanzia.

Dopo gli impianti dell’Unione Terre di Castelli, anche il T-red installato all’incrocio semaforico con via Loda a Castelfranco è stato posto sotto sequestro, nell’ambito dell’indagine nazionale avviata dalla Procura di Verona, che ha portato all’arresto dell’inventore del T-Red, e alla denuncia di 63 funzionari di polizia locale. 64 i comuni coinvolti in Italia. Il Comune di Castelfranco, proprietario dell’impianto, ribadisce che l’apparecchiatura ha sempre funzionato nel pieno rispetto delle norme di legge, che la durata delle luci era stata verificata e che, avendo acquistato l’apparecchio, non sono riconosciute percentuali degli introiti ad alcuna ditta esterna. Agli amministratori o ai responsabili della polizia municipale non è arrivato alcun avviso di garanzia. E sui cosiddetti ‘occhi elettronici’, da tempo, la Procura di Modena sta conducendo accertamenti. E’ stato aperto un fascicolo conoscitivo, senza ipotesi di reato – ha precisato il procuratore capo Vito Zincani – per verificare la regolarità delle apparecchiature in relazione alle multe elevate. In attesa di possibili riscontri giudiziari sui T-Red montati a Modena, Fabio Galli, del Codacons invita l’amministrazione a spegnere tutte le telecamere ai semafori, riservandosi, in caso contrario, di rivolgersi alla magistratura. Sull’inchiesta di Verona interviene anche Enrico Aimi, consigliere regionale del Pdl, suggerendo alle amministrazioni coinvolte di annullare le contravvenzioni comminate grazie all’utilizzo di questi strumenti.


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