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“La storia di dolore e di emarginazione degli ebrei ci appartiene. Come italiani, l’orrore ci ha contagiato”. Con queste parole, dall’ex campo di concentramento di Fossoli, nel giorno della memoria, il presidente del Senato Renato Schifani, ha ricordato l’infamia della Shoah e ribadito l’importanza di conoscere l’Olocausto per impedire che la storia possa ripetersi.

Da Fossoli, dove dal 5 dicembre del 1943 all’agosto del ’44, nel Campo di concentramento gestito dai repubblichini di Salò, transitarono oltre 2700 ebrei, diretti verso i campi di sterminio nazisti, Auschwitz in particolare, il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha ribadito l’importanza di non dimenticare mai la Shoah. “Sembra assurdo – ha detto Schifani ad una scolaresca e alle autorità riunite all’interno di una baracca ricostruita di Fossoli per le celebrazioni del giorno della memoria – ma il vuoto di ragione, umanità e carità che determinò le atrocità di allora può ancora minacciare il nostro futuro”. Da qui l’esortazione del Presidente del Senato a conoscere, visitando i luoghi dell’Olocausto, perché ognuno si faccia testimone dell’infamia nazista ed impedisca il risorgere di sentimenti antisemiti che purtroppo – un recente sondaggio – ha dimostrato essere ancora vivi tra gli italiani. Conoscere anche come risposta alle teorie “negazioniste”, rilanciate dal vescovo lefebvriano Williamson, cui il Papa nei giorni scorsi ha revocato la scomunica. E prima di lasciare Fossoli, il Presidente del Senato ha anche risposto a chi ha paragonato l’offensiva israeliana a Gaza con la Shoah; “Vicende – ha detto non paragonabili”. La giornata modenese di Schifani era iniziata al Museo monumento al deportato di Carpi dove ha deposto una corona di fiori.


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