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Il giorno dopo le scritte ingiuriose in arabo contro Pattuzzi, arrivano da ogni parte le attestazioni di solidarietà, ma non si fermano le polemiche per lo sgombero del palazzo di via Circonvallazione.

Solidarietà al sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi, dopo le scritte ingiuriose in lingua araba nei suoi confronti sui muri del cimitero cittadino, e ferma condanna del gesto. E’ quanto esprimono oggi esponenti del mondo politico, sindacale e delle associazioni di categoria, a partire dal vice sindaco Susanna Bonettini e dalla presidente del consiglio comunale Patrizia Barbolini, a nome rispettivamente della Giunta e del consiglio. Il Presidente della provincia Emilio Sabattini ricorda gli sforzi del primo cittadino per avviare un percorso di integrazione e di legalità a Sassuolo. Lo stesso impegno viene ricordato anche dai segretari cittadini di Cgil Cisl e Uil, che stigmatizzano il gesto anche per il luogo scelto. Il segretario dell’Italia dei valori di Sassuolo parla di offesa per l’intera comunità. Confesercenti, Lapam e Acimac esprimono apprezzamento per il lavoro svolto dall’amministrazione in tema di sicurezza e integrazione. Piena solidarietà a Pattuzzi anche dal segretario cittadino del Pd Pecoraro e dal consigliere regionale del Pd Matteo Ricchetti, che in riferimento al primo cittadino parla di modello positivo. Critiche all’operato del sindaco per lo sgombero, e non solo, i segretari locali di Rifondazione Comunista, solidali con le persone allontanate dal palazzo del Braida, e così come i rappresentanti della “Casa della sinistra”, che associano le politiche per la sicurezza dell’amministrazione a quelle del centrodestra. Ma proprio dal centrodestra vengono gli affondi più duri. Pur esprimendo solidarietà per le scritte ingiuriose, l’onorevole Alessandri e il consigliere regionale Manfredini, della Lega Nord, parlano di fallimento nel modello di integrazione messo in atto. Secondo Andrea Leoni, del Pdl, l’interventismo del Sindaco è tardivo e non credibile, volto solo ad ottenere consenso elettorale. Non si fa attendere la replica del primo cittadino, che individua nella sottrazione di un tema caro al centrodestra, la sicurezza, la rabbia di Leoni, e chiosa con una battuta: “Noi ci sentiamo come l’assessore di Roncofritto: preferiamo i fatti, a lui il resto.”


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