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I servizi sanitari modenesi escono sostanzialmente promossi dall’indagine avviata dal Tribunale del malato, anche se non mancano motivi di scontento.

E’ uno spaccato del giudizio dei modenesi sul mondo della sanità pubblica. In generale si tratta di giudizi positivi sia sui servizi che sul personale, ma non mancano le critiche che si accentrano soprattutto sui lunghi tempi di attesa e sulla scarsa informazione data al paziente. Sono questi i risultati di un sondaggio effettuato nel corso del 2008 dal Tribunale dei diritti del malato che ha preso in considerazione sia il rapporto con il medico di base che quello con le strutture sanitarie, a partire dall’accesso al Cup fino a ricoveri. Il medico di famiglia si conferma un punto di riferimento fondamentale, addirittura il 29% degli intervistati giudica ottimo il servizio erogato. Le critiche, invece, si accentrano sull’attesa negli ambulatori o sulle difficoltà a contattarlo telefonicamente. I più suggeriscono visite su appuntamenti, l’attivazione di erogatori di numeri, ma anche l’inserimento di un’infermiera o una segretaria che possano fare da tramite coi pazienti. Discreto il giudizio anche sui servizi Cup: anche in questo caso, il tasto dolente è l’attesa, agli sportelli, per telefonare, per ottenere gli appuntamenti. Giudizi mediamente positivi anche per le visite ospedaliere e i ricoveri, anche se non manca chi racconta di esperienze negative. Le differenze fra i diversi reparti vengono sottolineate da molti. Il principale motivo di scontentezza è il sentirsi poco considerati. I volontari del Tribunale del malato sottolineano che questi risultati, tutto sommato positivi, sono anche il frutto delle denunce raccolte negli anni passati e nei cambiamenti che ne sono conseguiti.


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