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Anche a Modena anziani umiliati alle casse dei supermercati perchè la tessera non è stata ricaricata o delusi quando ai patronati viene loro spiegato che non hanno diritto al contributo. La denuncia è del sindacato pensionati della Cgil.

C’è il caso di Castelfranco dove un pensionato ha lasciato la spesa alla cassa perchè il Ministero non gli aveva ancora inviato il numero segreto, il cosiddetto ‘pin’ che automaticamente attiva la copertura finanziaria delle social card. Più o meno lo stesso problema a San Cesario dove, solo quando è stato il momento di pagare, un altro pensionato si è accorto che la tessera non era stata affatto caricata. Beffe e bocconi amari anche per i modenesi, commenta Franco Zavatti, segretario provinciale del sindacato dei pensionati dello Spi-Cgil. Inutile contattare la direzione provinciale dell’Inps per sapere, ad esempio, quante social card siano state consegnate ai pensionati modenesi: da Roma è arrivato il diktat di non fornire informazioni dettagliate per province. L’analisi di Zavatti si basa quindi su segnalazioni dirette e sul dato storico. Nel 2007, Governo precedente, furono 24.500 i modenesi, per lo più anziani, che ottennero il bonus da 150 euro; 2 milioni e 850mila i cittadini italiani. Per il 2008 – insiste Zavatti – la social card è stata promessa a 1 milione e .350mila pensionati, ma al 31 dicembre scorso ne risultavano autorizzate meno di un quarto. In queste settimane, gli uffici dello Spi-Cgil e del Patronato Inca hanno dato assistenza a 531 pensionati aventi diritto; ad altri 1430 è stato spiegato che non avevanoi requisiti per accedere al bonus. Perchè non è facile ottenere questa famosa tesserina: si viene esclusi anche per un minimo valore catastale come nel caso di un garage, per una piccola rendita Inail ricevuta per un infortunio sul lavoro, per una pensione di accompagnamento o per i Bot investiti in banca. Zavatti conclude con una considerazione: anche una volta superato questo percorso ad ostacoli e ottenuta finalmente la social card, un pensionato di Roccapelago, ad esempio, quante occasioni avrà di trovare un negozio convenzionato con il circuito Mastercard? Intanto l’associazione dei consumatori Codacons, cui si sono rivolte persone arrabbiate e umiliate, ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust per valutare i profili di pubblicità ingannevole e al Tribunale dei ministri in cui si chiede di intervenire per l’ipotesi di truffa.


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