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La Procura di Modena rischia di essere inserita tra le sedi disagiate, al pari di quelle ad alta densità mafiosa. Il concorso per sostituti è andato deserto e anche i tempi per il trasferimento del procuratore aggiunto potrebbero allungarsi.

Modena come Locri o Vibo Valentia. Rischia, infatti, di essere inserita nell’elenco delle sedi disagiate la Procura di Modena, dopo che l’ultimo bando per il reclutamento di sostituti è andato deserto. Se al prossimo concorso nessuno si presenterà la Procura modenese verrà a tutti gli effetti considerata una sede disagiata, come quelle che si trovano in aree periferiche, nelle isole o in territori ad alta densità mafiosa. A lanciare l’allarme è oggi il Procuratore Capo Vito Zincani che dal giorno del suo insediamento insiste sulla necessità di aumentare l’organico del suo ufficio. “Il paradosso è che Modena ha un carico di lavoro tra i più alti in Italia, ma i magistrati non sono sufficienti” – ha precisato il dott. Zincani. Il problema di Modena in realtà è comune a tutte le procure dell’Emilia Romagna, sedi di città fino a poco tempo fa molto ambite. Il disamore è la conseguenza della riforma sul reclutamento dei sostituti procuratori. La legge stabilisce che i magistrati di prima nomina, i cosiddetti uditori, non possano essere assegnati a una procura come prima destinazione. Ragionamento che non fa una piega se non fosse che, fino ad ora, circa il 30% dei posti veniva coperto dai magistrati di prima nomina, ora esclusi dal concorso. “Il secondo problema – continua Zincani – è la separazione delle funzioni” – già in essere in attesa della questione più complessa della separazione delle carriere. In sostanza un magistrato che lavora in una Procura deve cambiare almeno regione se vuole iniziare l’attività giudicante, un altro ostacolo per gli aspiranti pm. In attesa che venga bandito nuovamente un posto da sostituto, Zincani si augura che almeno arrivi a termine la nomina da aggiunto. Lucia Musti, attuale pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, ha ottenuto la maggioranza dei voti dall’apposita commissione del Consiglio Superiore della Magistratura. Ora manca la nomina ufficiale del Plenum, poi saranno da valutare i tempi di trasferimento, se ne riparla dopo l’estate.


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