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“Le carni modenesi sono controllate”: la rassicurazione, in particolare su cotechino e zampone, arriva dalle associazioni di categoria. Intanto il servizio veterinario spiega di non aver ricevuto disposizioni per i bovini.

La prima rassicurazione sulla carne suina, dopo l’allarme diossina, arriva dalla Regione: l’assessore Rabboni parla di azione rapida di intervento sul problema, e la possibilità di rintracciare la carne sospetta in fretta grazie alla tracciabilità della carne imposta a livello europea. “Le macellerie modenesi si rivolgono al mercato di produzione locale, privilegiando nella commercializzazione i prodotti a chilometro zero sia per il benessere animale sia per gli elementi di conoscenza del mercato locale”, dice poi Erio Linari, presidente provinciale di Assomacellai–Confesercenti. Dello stesso tenore le parole di Ascom Confcommercio, che ricorda anche come i salumi italiani Dop siano sottoposti a un disciplinare che impone l’uso di carni nazionali. E fra questi ci sono cotechino e zampone di Modena Igp. Non solo, Ascom ricorda che sulle carni bovine è anche specificata la provenienza dell’animale. Anche la Confederazione italiana agricoltori tranquillizza i consumatori, e sottolinea che il Gran suino padano Dop è allevato esclusivamente in Italia e secondo un rigido disciplinare. “E’ un prodotto sicuro – ha detto il presidente regionale Cia, Nazario Battelli – a garanzia dei consumatori, che se lo scelgono sanno di poter contare sulla massima qualità”. Intanto, ha spiegato l’ufficio veterinario di Modena, continua il ritiro, da parte della ditta, dei lotti di carne lavorata che comprendono anche parti di animali irlandesi. Mentre non sono arrivate disposizioni o richieste di controlli da Roma per quanto riguarda i bovini.


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