in:

L’allarme dell’Istituto superiore della sanità sul latte crudo erogato dai distributori automatici dà ragione a Coop Italia che, da mesi, ha scelto di non installarne nei propri punti vendita.

Nove bambini con i reni danneggiati dopo aver bevuto latte crudo. Alcune decine di persone colpite dal batterio Escherichia coli 0157. E’ l’allarme dell’Istituto superiore della sanità che finisce con il dare ragione alla posizione prudente adottata da Coop Italia che nei propri supermercati e ipermercati non ha voluto installare i distributori automatici di latte crudo.Il ministero del welfare rassicura i consumatori ribadendo che il latte crudo dei distributori automatici può essere consumato con tranquillità se viene prima bollito. Coop però continuerà a non installarne nei propri punti vendita: per rispondere alle difficoltà economiche delle famiglie, da tempo, ha introdotto il latte fresco a 1 euro e 15 centesimi e il microfiltrato a 99 centesimi. Quanto alla “moda” dei prodotti a chilometri zero, Tassinari lancia la sua provocazione: nei negozi Coop ci sarà sempre spazio per i prodotti del luogo, ma si tratta di una nicchia. In realtà il prodotto italiano di qualità deve viaggiare: deve poter essere consumato in tutta Italia. Solo così si aiuta, ad esempio, l’uva della Puglia e le altre eccellenze del nostro territorio.


Riproduzione riservata © 2016 TRC